8 Febbraio 2026

Pirelli celebra 150 anni tra industria, cultura e motorsport

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Pirelli festeggia i suoi 150 anni scegliendo il palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano per un racconto corale che intreccia industria, cultura, costume, tecnologia e passione. Un anniversario che diventa occasione per ripercorrere una storia iniziata il 28 gennaio 1872 e che oggi si proietta nel futuro con nuove iniziative editoriali, digitali e di comunicazione.

Un racconto teatrale per 150 anni di storia

Al Piccolo Teatro, tra cinque grandi schermi che hanno fatto da scenografia, quattro attori hanno guidato il pubblico attraverso le tappe fondamentali della storia di Pirelli. Sul palco si sono alternati Ferruccio De Bortoli, Stefano Domenicali, Paolo Mieli, Renzo Piano, Ferruccio Resta e Annamaria Testa, insieme al Vice Presidente Esecutivo e CEO Marco Tronchetti Provera e ad Alberto Pirelli, testimone diretto del legame tra la famiglia e l’azienda. La conduzione è stata affidata a Ilaria D’Amico.

Il dialogo ha ripercorso tre secoli vissuti all’insegna di alcuni tratti distintivi: vocazione internazionale, centralità delle fabbriche, rapporto costante con la cultura e con gli artisti, creatività nella comunicazione, presenza nello sport e nel motorsport, ricerca continua di innovazione e avanguardia tecnologica.

Marco Tronchetti Provera ha sottolineato come anticipare il cambiamento sia da 150 anni nel DNA di Pirelli, grazie alla solidità della cultura d’impresa e alla capacità di essere protagonista del presente. Una cultura che ha consentito al marchio di affermarsi in tutto il mondo e che è costruita quotidianamente dalle oltre 30 mila persone impegnate nell’azienda.

Dalle origini alla multinazionale

La narrazione al Piccolo è partita dalle radici. La storia di Pirelli prende avvio il 28 gennaio 1872, quando Giovanni Battista Pirelli, a soli 23 anni, decide di puntare su un materiale allora innovativo: la gomma. I primi prodotti sono isolanti per telegrafi e cavi che collegano i punti più lontani di una giovane Italia appena unificata.

L’azienda cresce rapidamente, diversificando la produzione in oggetti d’uso quotidiano e rispondendo alle prime forme della nuova mobilità con coperture per carri e biciclette. L’innovazione è fin dall’inizio al centro dello sviluppo: Pirelli firma prodotti che diventano simboli dello sviluppo del Paese, così come il grattacielo Pirelli, il Pirellone, diventa uno dei segni moderni di Milano negli anni Sessanta, prima che l’headquarters si trasferisca nel campus aziendale della Bicocca.

Il percorso non è stato privo di ostacoli. Tra le difficoltà ricordate sul palco, le mancate fusioni con Dunlop e Continental negli anni Novanta e il progetto di integrazione tra reti e contenuti nelle telecomunicazioni con Telecom Italia nei primi anni Duemila, poi naufragato. Crisi superate ritornando al core business e focalizzandosi sui pneumatici, con una strategia che ha rafforzato l’identità del gruppo.

Vocazione internazionale e cultura d’impresa

Fin dalle origini Pirelli assume una dimensione internazionale. Nata a Milano, diventa presto multinazionale al punto da essere percepita come azienda locale nei vari Paesi in cui opera: inglese nel Regno Unito, brasiliana in Brasile, americana negli Stati Uniti. Una vocazione già evidente nei viaggi del fondatore e poi dei figli Alberto e Piero.

L’identità rimane quella di un gruppo con radici solide in Italia, relazioni industriali d’avanguardia, attenzione al welfare e alla formazione. Questi temi sono stati al centro del confronto sul palco tra Ferruccio De Bortoli, Paolo Mieli e Marco Tronchetti Provera, che hanno raccontato un modo di fare impresa attento alle persone e ai territori.

Fabbriche 4.0 tra design e sostenibilità

Un altro pilastro del racconto è la tradizione industriale. Attraverso le sue fabbriche, Pirelli ha messo radici in numerosi Paesi: oggi conta 18 stabilimenti in 12 nazioni. Gli impianti sono progettati come luoghi luminosi, sicuri, sostenibili, pensati per essere accoglienti e per valorizzare il lavoro delle persone.

La produzione è improntata all’industria 4.0, con simulatori, intelligenza artificiale e robot sviluppati internamente, come il sistema MIRS. Emblematico in questo senso lo stabilimento di Settimo Torinese, progettato da Renzo Piano, che sul palco ha raccontato come coniugare funzionalità e bellezza, competitività e rispetto dell’ambiente all’interno di un sito produttivo.

Arte, comunicazione e immagine di marca

Pirelli ha coltivato nel tempo un dialogo costante con artisti e intellettuali, mantenendo lo sguardo sulle trasformazioni sociali e sui cambiamenti del costume. Lo ha fatto attraverso progetti e strumenti differenti:

  • la storica Rivista Pirelli;
  • il Calendario Pirelli;
  • Pirelli HangarBicocca;
  • le pubblicazioni e le mostre della Fondazione Pirelli;
  • i prodotti di Pirelli Design;
  • il magazine aziendale World;
  • i bilanci integrati arricchiti da contributi di artisti e scrittori.

Tutto parte dall’iconico logo Pirelli, nato a New York agli inizi del Novecento, con quella P che si allunga come se fosse di gomma. È il simbolo di un’azienda che sperimenta linguaggi nuovi, capace di produrre pneumatici e al tempo stesso dialogare con figure come Umberto Eco, Elio Vittorini, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, e, più recentemente, Emmanuel Carrère e Hanif Kureishi.

Pirelli ospita registi come Luchino Visconti e musicisti come John Cage, e mette i tacchi a spillo a Carl Lewis in una campagna rimasta nella storia, accompagnata dal payoff Power is nothing without control. Un approccio alla comunicazione che punta all’innovazione, alla memoria e al dialogo tra industria, arte contemporanea, sport, fotografia e musica. Su questi temi si sono soffermati Annamaria Testa, Ferruccio De Bortoli, Paolo Mieli e Marco Tronchetti Provera, ribadendo come fare impresa con passione significhi anche fare cultura.

Motorsport, sport e passione per i motori

La passione per i motori è uno degli elementi che più identificano Pirelli. Come ha ricordato Alberto Pirelli, appassionato di rally, l’azienda è protagonista nei rally fin dagli anni Settanta e oggi è presente in oltre 350 competizioni motorsport in tutto il mondo.

Emblematica, nel racconto dal palco, la Pechino-Parigi del 1907: il principe Scipione Borghese, al volante di una Itala gommata Pirelli, percorre 17 mila chilometri e vince con 20 giorni di vantaggio sul secondo equipaggio. Una sfida che trasforma la mobilità in spettacolo e le gare in veri laboratori a cielo aperto, nel GT, nei rally, nella Superbike e in Formula 1.

Proprio il rapporto con la Formula 1 è stato al centro del dialogo con Stefano Domenicali, oggi alla guida del massimo campionato, alla vigilia di un cambiamento tecnico importante: l’introduzione dei pneumatici da 18 pollici. Un’evoluzione che vede ancora una volta protagonista Pirelli tra le eccellenze italiane presenti nel paddock.

Lo sport per Pirelli non si limita però ai motori. Il gruppo è storicamente impegnato anche nel calcio, nel ciclismo, negli sport invernali e nella vela, con la partecipazione al progetto Luna Rossa.

Innovazione, ricerca e nuove tecnologie

Dal racconto emerge una costante: la tensione all’innovazione. Una filosofia sintetizzata dal motto dell’ingegner Emanueli, protagonista di molti dei 6.700 brevetti Pirelli in 150 anni: guardare dentro per capire. Oggi questo approccio è portato avanti dalle oltre 2.000 persone che lavorano nella Ricerca e Sviluppo, area strategica per l’azienda.

Pirelli può contare su oltre 50 collaborazioni con le principali università del mondo, tra cui il Politecnico di Milano, con cui esiste un rapporto di reciproco stimolo, raccontato sul palco dal rettore Ferruccio Resta. Oggi gli eredi di Emanueli sono concentrati, tra l’altro, sulla transizione verso l’auto elettrica, dove il marchio è presente con Elect, un pacchetto di soluzioni tecnologiche pensate per le esigenze specifiche dei veicoli elettrici in termini di peso, accelerazioni e consumi.

Accanto a Elect, Pirelli lavora su prodotti connessi come il Cyber Tyre, dotato di sensori in grado di fornire informazioni in tempo reale al guidatore. La virtualizzazione accelera i tempi di ricerca e produzione: i pneumatici nascono e si sviluppano nel mondo digitale, grazie ad alter ego virtuali che consentono di progettare prodotti più sicuri, performanti e sostenibili, anche attraverso l’uso crescente di materiali rinnovabili.

Al centro rimane la gomma naturale, con cui Pirelli ha realizzato il primo pneumatico al mondo certificato FSC (Forest Stewardship Council), a garanzia di una filiera interamente sostenibile. L’impegno ambientale è confermato anche dalla partecipazione al progetto BirdLife per la conservazione della biodiversità in Indonesia. Grazie a questa integrazione tra dimensione sociale, ambientale ed economica, Pirelli è stabilmente ai vertici dei principali indici internazionali di sostenibilità.

Il logo dei 150 anni e il countdown globale

Le celebrazioni hanno un simbolo grafico dedicato: il logo dei 150 anni, svelato a novembre 2021 in occasione del lancio del Calendario Pirelli firmato da Bryan Adams. Il marchio celebrativo è già apparso al Rally di Montecarlo sulla livrea dell’auto del giro inaugurale, sulle piste e sui pettorali della Coppa del Mondo di sci a Cortina e sui maxi schermi di San Siro durante Inter-Venezia, e sarà presente per tutto l’anno nelle principali sponsorizzazioni Pirelli.

Il percorso verso l’evento del Piccolo è stato accompagnato da un countdown internazionale, partito il 24 gennaio da Rio de Janeiro e proseguito con la proiezione del logo e degli auguri sui 180 metri della Citi Tower a Shanghai, sulla Nasdaq Tower di Times Square a New York e su Palazzo Venezia tra via dei Mercanti e piazza Cordusio a Milano.

Il video mostra un pneumatico tridimensionale che corre lungo una discesa e si arresta prima di fuoriuscire dallo schermo, rappresentando in modo visivo il payoff Power is nothing without control. La clip si chiude con il logo e il messaggio di auguri per i 150 anni.

Nuova campagna: la potenza ha bisogno di controllo

Per l’anniversario Pirelli lancia anche una nuova campagna pubblicitaria, on-air in prima serata sulle principali emittenti televisive e declinata su stampa, canali digitali e social media. La creatività reinterpreta in chiave contemporanea lo storico payoff Power is nothing without control, con un racconto visionario e metaforico che oppone e integra potenza e controllo.

Nell’era della tecnologia e dei social, le persone hanno un potere enorme a portata di mano, ma questo può facilmente sfuggire al controllo trasformandosi in caos. Il messaggio invita alla consapevolezza: la potenza richiede sempre controllo, nella vita come su strada.

Lo spot, girato a Barcellona con la regia dei Manson, collettivo di registi messicani formato da Gerardo del Hierro, Pau López e Tomás Peña, è prodotto da Utopia con direzione creativa di M&C Saatchi. La pianificazione include anche una diffusione internazionale sui canali digitali.

Un sito immersivo per esplorare il mondo Pirelli

Per raccontare in chiave digitale i 150 anni del gruppo è stato creato il sito dedicato www.pirelli.com/150anni. La piattaforma offre la possibilità di esplorare il mondo Pirelli attraverso quattro stanze virtuali in 3D, dedicate a:

  • Prodotto e Ricerca e Sviluppo;
  • Sostenibilità;
  • Sport;
  • Arte e Cultura.

Il visitatore può immergersi in ambienti tridimensionali che presentano i prodotti di ieri e di oggi, l’impegno nella sostenibilità, le attività nelle competizioni sportive e i progetti artistici e culturali, a partire dal Calendario Pirelli.

Progetti editoriali e graphic novel aggiornata

L’anniversario è anche l’occasione per un numero speciale del magazine aziendale World, erede dal 1994 della Rivista Pirelli pubblicata tra il 1948 e il 1972. Questo volume propone 26 parole, una per ogni lettera dell’alfabeto, selezionate per significato e forza evocativa, per raccontare Pirelli da angolazioni diverse. Ogni parola è interpretata da illustratori, autori, saggisti e romanzieri con chiavi di lettura originali.

Per ripercorrere in modo contemporaneo la propria storia, Pirelli ha inoltre aggiornato la propria graphic novel aziendale, un company profile 4.0 costruito con stili e tecniche miste, dalle illustrazioni al motion graphic design. Il video, in versione ridotta di circa nove minuti, attraversa la storia del marchio dal 1872 a oggi, mettendo in evidenza le tappe più importanti.

Il progetto si basa sul materiale custodito nell’archivio della Fondazione Pirelli e sulla ricostruzione storica curata dal professor Carlo Bellavite Pellegrini nel volume Pirelli. Innovazione e passione, edito da Il Mulino, che sarà a sua volta aggiornato con i capitoli più recenti.

Monete e francobollo celebrativi

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Poligrafico e Zecca dello Stato inseriscono Pirelli nella Collezione Numismatica 2022, Serie Eccellenze Italiane, con un trittico di monete celebrative in oro e argento dedicato al gruppo. Alla stessa data del 28 gennaio 2022 è stato emesso anche un francobollo celebrativo, inserito nella serie tematica Le eccellenze del sistema produttivo ed economico.

Un anno di iniziative in 12 Paesi

Le celebrazioni proseguiranno per tutto il 2022 con una serie di progetti ed eventi che coinvolgeranno innanzitutto i 12 Paesi in cui Pirelli ha una presenza industriale. L’anniversario sarà il filo conduttore di iniziative legate alle sponsorizzazioni sportive, a partire dalla Formula 1, ma anche di appuntamenti istituzionali, eventi culturali e lanci di nuovi prodotti.

Tra i principali progetti editoriali è attesa in primavera la pubblicazione del libro Una storia al futuro. Pirelli, 150 anni di industria, innovazione, cultura, a cura della Fondazione Pirelli ed edito da Marsilio in italiano e inglese. Il volume raccoglie i contributi di rappresentanti delle istituzioni, come la Ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, dei rettori dei Politecnici di Milano e Torino, Ferruccio Resta e Guido Saracco, di autori come Ian McEwan e di protagonisti dell’arte e della cultura come Renzo Piano e Salvatore Accardo.

Il progetto avrà un focus dedicato sulla piattaforma web www.pirellibuildsthefuture.org, collegata al sito dei 150 anni. Sarà arricchito da una cronologia che ricostruisce, dal 1872 a oggi, i principali avvenimenti aziendali, da tour virtuali inediti e da una sezione dedicata al nuovo allestimento della Fondazione Pirelli When History Builds the Future.

La mostra consentirà ai visitatori di attraversare 150 anni di storia attraverso documenti, disegni tecnici dei primi pneumatici fino alla loro virtualizzazione, per raccontare i risultati della Ricerca e Sviluppo e le grandi innovazioni tecnologiche. Tra le installazioni figurano Inner Future, il video Shapes, Patterns, Movements and Colors e un reportage fotografico che interpreta il mondo della gomma, dalle materie prime al prodotto finito. Un percorso tra storia, innovazione e cultura, con lo sguardo costantemente rivolto al futuro.