22 Febbraio 2026
MAZZA1

L?UOMO DEI SOGNIDa fotoamatore ad affermato professionista in meno di quattro anni.
Vita e miracoli di Francesco Paolo Mazza,
che aveva un sogno da vendere e un’ossessione chiamata qualità.

Antefatto. Qualche anno fa lavoravo nel campo del giornalismo motoristico, e trovandomi nel piccolo autodromo
di Cellole, in Campania, incontrai un ragazzo di poco più di vent’anni.
Appassionato di moto e di fotografia, stava imparando a fare clic in pista e aveva un sogno. Per questo mi sembra giusto che io racconti questa storia in prima persona in barba a certe regole giornalistiche che invece imporrebbero un certo distacco.

Il sogno di Paolo era di mettere su un’attività di ripresa, sviluppo e stampa,
e di vendere le sue immagini ai pilotiamatori che andavano in pista nei fine settimana. A quell’epoca non si capiva ancora bene quale fosse il futuro della fotografia digitale, così parlammo un po’ di pellicole e di CCD, di qualità contro rapidità, di incerti futuri possibili.

Francesco, che è di Torre del Greco,provincia di Napoli, mi spiegò che stava analizzando anche i costi delle trasferte. Sino a quel momento aveva scelto Cellole, la pista più vicina a casa sua, sia per allenarsi in moto, sia per fare pratica con le foto.

“Quando andavo in pista con la mia , avrei comprato volentieri una foto
che mi ritraeva. Su quelle scattate dalla mia ragazza apparivo grande come una
formichina: altro che i campioni in primo piano sui giornali… Così l’idea di fotografare i piloti dilettanti come me, di fornire loro dei bei ricordi, è nata da un’esigenza che sentivo mia!”.

“Gli autodromi del Meridione – ricorda – erano il mio terreno di caccia, e a Battipaglia, in Campania, feci il primo colpo grosso incontrando Sandro Malossi, titolare dell’azienda omonima, che organizza un trofeo riservato agli scooter elaborati.Cinque gare sotto contratto, foto pubblicate a livello nazionale, e l’inizio di una collaborazione che prosegue ancora oggi. Intanto continuavo con le , soprattutto all’autodromo di Binetto (Bari), facendo foto ai piloti-amatori durante i fine settimana: voleva dire partire
il sabato alle quattro del mattino e rientrare domenica notte, ma l’ambiente
era quello giusto e ne valeva la pena” […]

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