9 Febbraio 2026

Suzuki Burgman 400, la scherma dei Van Orton chiude il progetto ARThletes

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Con una nuova illustrazione firmata dai Van Orton, chiude il progetto ARThletes, iniziativa che unisce il Burgman 400 al Pentathlon moderno attraverso quattro opere d’arte. Protagonista dell’ultimo capitolo è la scherma, scelta per raccontare il tema della sicurezza, tra fierezza del gesto sportivo e precisione tecnica dello scooter giapponese.

ARThletes, quando il Burgman 400 incontra il Pentathlon moderno

ARThletes nasce per raccontare il nuovo Burgman 400, definito l’atleta elegante della gamma Suzuki, con uno sguardo diverso dal solito. Invece di schede tecniche e numeri, la casa di Hamamatsu ha scelto quattro illustratori italiani di fama internazionale, chiedendo a ciascuno di interpretare una disciplina del Pentathlon moderno collegandola a una caratteristica chiave dello scooter.

Il progetto mette in dialogo quattro mondi distinti: la competenza tecnica del Burgman 400, l’immaginario del Giappone da cui il modello proviene, i valori olimpici e la creatività italiana. Ogni artista ha lavorato su una parola chiave, trasformandola in un racconto visivo che lega il mezzo alle sensazioni che dovrebbe trasmettere alla guida.

Queste le associazioni costruite da Suzuki lungo il percorso ARThletes:

  • Equitazione, salto ostacoli – stabilità, interpretata da Riccardo Guasco
  • Laser run – sportività, affidata a Francesco Poroli
  • Nuoto – eleganza, raccontata da Gianluca Folì
  • Scherma – sicurezza, firmata dai Van Orton

A coordinare gli illustratori è stato Ale Giorgini, autore e direttore artistico con collaborazioni internazionali alle spalle, mentre la curatela del progetto è stata seguita da Lorenza Salamon, gallerista milanese specializzata in grafica d’arte e figurazione contemporanea.

La scherma dei Van Orton: sicurezza tra pop art e Giappone

Il quarto e ultimo tassello di ARThletes porta la firma dei Van Orton, duo creativo torinese formato dai fratelli gemelli Stefano e Marco. Noti per il loro stile pop, fatto di campiture cromatiche accese, linee nette e rimandi alle vetrate delle chiese, i due artisti hanno costruito un linguaggio immediatamente riconoscibile, che li ha portati a collaborare con marchi globali come Marvel, Microsoft, Armani e band come i Pearl Jam.

Per Suzuki si sono concentrati sulla parola chiave sicurezza, associata alla disciplina della scherma. Nell’illustrazione compare uno schermidore in posa elegante e sicura, avvolto da un intreccio di linee e forme che suggeriscono diversi ambienti e scenari. La sicurezza viene letta in doppia chiave: da un lato protezione, dall’altro fierezza del gesto atletico, la stessa sicurezza con cui si affronta una stoccata o, per analogia, il traffico quotidiano in sella al Burgman 400.

Come nelle loro opere più note, i Van Orton innestano sull’atleta un immaginario stratificato. Accanto allo schermidore compaiono infatti elementi iconici della cultura giapponese, dal sole stilizzato al monte Fuji, passando per ideogrammi e riferimenti simbolici all’olimpismo, come fiamma e torcia. Il risultato è un’immagine ad alto impatto, dove l’energia del colore dialoga con la ricerca di equilibrio tipica dell’estetica nipponica.

In questo contesto il Burgman 400 non è rappresentato in modo didascalico, ma evocato attraverso il racconto dei suoi valori. La stabilità e le doti dinamiche dello scooter, pensato per un uso urbano ed extraurbano con un occhio al comfort, vengono filtrate dalla metafora della scherma: precisione dei movimenti, controllo millimetrico dello spazio, capacità di proteggere chi è sotto la maschera e, per estensione, chi è in sella.

Reaction Challenge: il pubblico sceglie la livrea da collezione

Con la pubblicazione della quarta opera, Suzuki apre la fase più partecipativa del progetto ARThletes. Dal 28 giugno, infatti, sui canali social italiani del marchio – in particolare Instagram e Facebook – prende il via una Reaction Challenge che chiama in causa appassionati di moto, arte e design.

Il meccanismo è semplice: le quattro illustrazioni dedicate al Burgman 400 verranno messe in sfida e il pubblico potrà esprimere la propria preferenza attraverso i like. L’opera che raccoglierà il maggior numero di reazioni diventerà la livrea esclusiva di un Burgman 400 da collezione, trasformando così un esperimento di contaminazione tra motociclismo e illustrazione in un oggetto reale da ammirare su strada.

L’iniziativa punta a coinvolgere una community eterogenea, che spazia dagli scooteristi urbani agli appassionati di arte contemporanea. Per Suzuki è un modo per ribadire il posizionamento del Burgman 400 come scooter maturo e raffinato, capace di parlare non solo a chi cerca un mezzo razionale, ma anche a chi è sensibile al design e ai linguaggi espressivi più attuali.

Con ARThletes, il marchio giapponese conferma una strategia di comunicazione che guarda oltre il solo dato tecnico, affidando a quattro interpreti italiani il compito di tradurre in immagini concetti come stabilità, sportività, eleganza e sicurezza. Un terreno, quello tra moto e creatività, che sembra avere ancora molte storie da raccontare.