FMI contro lo spot del filo interdentale: messaggio pericoloso per i motociclisti

La Federazione Motociclistica Italiana interviene con fermezza contro uno spot pubblicitario diffuso su YouTube e destinato ad approdare anche in televisione. Il video, ideato per promuovere un filo interdentale, utilizza una scena che richiama comportamenti reali e potenzialmente letali ai danni dei motociclisti, sollevando la protesta ufficiale dell’ente.
Lo spot contestato e il riferimento a episodi reali
Nello spot si vede il filo interdentale teso lungo un percorso sul quale stanno sopraggiungendo due motociclisti. L’espediente creativo, già discutibile sotto il profilo del buon gusto, diventa gravemente problematico perché richiama da vicino episodi realmente accaduti sulle strade e sui sentieri italiani.
In più occasioni, infatti, motociclisti e utenti delle due ruote sono stati vittime di veri e propri agguati, con cavi o filo spinato tesi di traverso per impedire il passaggio. Si tratta di azioni dolose che hanno provocato incidenti gravi e, in alcuni casi, esiti mortali. L’uso di una simile immagine in un contesto pubblicitario viene quindi percepito come un richiamo a comportamenti criminali, banalizzati a puro elemento di intrattenimento.
Per la FMI, rappresentante ufficiale del motociclismo italiano, questo tipo di rappresentazione è inaccettabile perché rischia di normalizzare un gesto che nella realtà ha conseguenze pesantissime sulla sicurezza dei motociclisti.
Il messaggio giudicato diseducativo dalla FMI
La Federazione non contesta solo il cattivo gusto dello spot, ma soprattutto il messaggio che ne deriva. La scena del filo teso contro i motociclisti, secondo la FMI, veicola un contenuto fortemente diseducativo, perché trasforma in gag pubblicitaria un atto che nella realtà è configurabile come un grave reato contro l’incolumità delle persone.
Il timore espresso dalla Federazione è che simili contenuti possano essere interpretati come accettabili o persino imitabili, specie in un contesto comunicativo di ampia diffusione. Per un pubblico generalista, e in particolare per i più giovani, il confine tra finzione pubblicitaria e realtà può assottigliarsi, contribuendo a banalizzare la violenza stradale.
Alla luce di queste considerazioni, la FMI richiama l’attenzione di operatori del marketing, agenzie creative e aziende sulla responsabilità sociale che accompagna ogni messaggio diffuso al grande pubblico, soprattutto quando tocca ambiti sensibili come la sicurezza sulla strada.
Le iniziative annunciate dalla Federazione Motociclistica Italiana
Di fronte a quella che definisce una rappresentazione grave e inaccettabile, la FMI annuncia di voler procedere formalmente nei confronti dei soggetti coinvolti nella realizzazione e nella diffusione dello spot.
- Diffida alla società che ha ideato e prodotto lo spot
- Diffida alla ditta produttrice del filo interdentale che ne ha approvato i contenuti
- Valutazione di interventi presso le Autorità competenti
- Uso degli strumenti previsti dalla normativa per tutelare motociclisti e immagine del motociclismo
La Federazione precisa di riservarsi ogni azione consentita dalla legge, con l’obiettivo di ottenere il ritiro o la modifica dello spot e di ribadire un principio chiaro: la sicurezza dei motociclisti non può essere oggetto di ironia, né utilizzata come espediente narrativo che richiami comportamenti pericolosi.
Al di là del singolo caso, la presa di posizione della FMI si inserisce in un impegno più ampio per la tutela degli utenti delle due ruote, chiedendo che il rispetto per la loro incolumità diventi un criterio imprescindibile anche nella comunicazione commerciale.