FMI contro gli stereotipi: il motociclista non è un vandalo

La Federazione Motociclistica Italiana interviene contro l’ennesima rappresentazione del motociclista come vandalo ambientale, rilanciata negli ultimi giorni da alcuni quotidiani nazionali e gruppi social. L’ente federale rivendica invece un percorso strutturato di tutela del territorio e chiede ai media un’analisi più equilibrata del fenomeno.
Motociclismo e ambiente: il lavoro (spesso ignorato) della FMI
Da anni la Federazione Motociclistica Italiana ha inserito la tutela ambientale tra le proprie priorità, creando una Commissione Ambiente dedicata e dotandosi di regolamenti, procedure e personale qualificato. L’obiettivo dichiarato è trovare il miglior equilibrio possibile tra il diritto all’utilizzo della moto e i doveri di rispetto del territorio.
Entrare nella FMI significa aderire a un codice etico preciso, che impone regole di condotta ai tesserati e a tutte le realtà affiliate. Il motociclismo viene riconosciuto come attività che, come ogni altra pratica umana, ha un impatto sull’ambiente, ma su questo impatto la Federazione lavora con strumenti concreti: norme specifiche, check list operative, formazione e controlli.
Secondo la FMI, le semplificazioni proposte da certa stampa nazionale finiscono per giudicare un intero movimento sulla base dei comportamenti di una minoranza di irresponsabili, ignorando le buone pratiche ormai diffuse in molti contesti sportivi e turistici legati alle due ruote.
Impianti omologati, controlli e nuove regole verdi
La Federazione rivendica un modello di pratica motociclistica regolamentata, che privilegia l’utilizzo di impianti fuoristrada e piste di velocità omologate, dotate di misure di sicurezza e strumenti per mitigare l’impatto sull’ambiente. L’appartenenza alla “famiglia FMI”, riconosciuta dal CONI, viene legata a un impegno su più fronti: rispetto dei regolamenti sportivi, attenzione al territorio e osservanza delle norme ambientali in vigore.
Negli ultimi tre-quattro anni, l’attività della Commissione Ambiente ha prodotto cambiamenti considerati profondi dalla stessa FMI. Il lavoro è passato dalla definizione delle regole al supporto tecnico agli organizzatori, fino alla successiva fase di vigilanza e controllo affidata ai delegati ambientali. Figure incaricate di verificare sul campo il rispetto delle normative in occasione di gare, allenamenti ed eventi federali.
La Federazione sottolinea come questo processo sia in continua evoluzione: la sensibilità ambientale cresce, le norme si aggiornano e le pratiche organizzative vengono adeguate di conseguenza, con l’intento di ridurre progressivamente l’impatto complessivo delle attività motoristiche.
Ricerca, protezione civile e un appello ai media
Oltre all’ambito agonistico, la FMI ricorda il ruolo del motociclismo in una serie di attività extra sportive con ricadute concrete sul territorio. In collaborazione con istituzioni civili e militari, i motociclisti federali partecipano a progetti di ricerca sulle matrici ambientali e a interventi di protezione civile in scenari dove la mobilità su due ruote rappresenta un vantaggio operativo.
Tra i compiti svolti dai motoclub e dai volontari legati alla Federazione figurano:
- supporto alla Protezione Civile nelle operazioni di avvistamento incendi
- assistenza alle popolazioni colpite da calamità naturali
- ricerca di persone scomparse in aree difficili da raggiungere
- consegna di medicinali e beni urgenti in zone impervie
La FMI sostiene che queste attività meritino maggiore attenzione da parte dei media nazionali, almeno quanto gli episodi di cronaca che vedono coinvolti singoli motociclisti incivili. L’auspicio espresso è che in futuro articoli e servizi generalisti evitino di alimentare lo stereotipo del motociclista vandalo, preferendo un approccio più obiettivo e documentato.
La Federazione, attraverso la propria Commissione Ambiente, ribadisce infine l’impegno a proseguire il lavoro di sensibilizzazione interna, puntando a elevare ulteriormente il livello di consapevolezza ambientale tra i tesserati e le realtà affiliate. Un percorso che, nelle intenzioni dell’ente, vuole conciliare passione per le due ruote e rispetto del territorio, superando le semplificazioni che ancora dominano parte del dibattito pubblico.