9 Febbraio 2026

Suzuki, terzo trimestre 2020 in calo ma previsioni confermate

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chiude il periodo aprile-dicembre 2020 con fatturato e utili in calo, penalizzata soprattutto dal crollo registrato nel primo trimestre pandemico. La progressiva ripresa delle vendite, in particolare in India e in Giappone, non è bastata a colmare il gap, ma la Casa giapponese conferma comunque le previsioni sull’intero esercizio.

Bilancio consolidato: ricavi e utili in flessione

Nei primi nove mesi dell’esercizio 2020, il fatturato consolidato di Suzuki è sceso a 2.175,5 miliardi di Yen, pari a circa 18,1 miliardi di euro, con una contrazione del 17,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile operativo si è attestato a 138,8 miliardi di Yen (circa 1,6 miliardi di euro), in diminuzione del 18,6%.

La brusca frenata delle vendite tra aprile e giugno, legata agli effetti della pandemia, non è stata completamente recuperata nonostante il rimbalzo registrato dalla seconda metà dell’anno. L’utile della gestione ordinaria è sceso del 10,2%, fermandosi a 174,9 miliardi di Yen, mentre l’utile attribuibile agli azionisti della capogruppo è leggermente arretrato del 2,8%, a 113,2 miliardi di Yen. Su quest’ultimo dato incide positivamente una sopravvenienza attiva derivante dalla vendita di titoli, che ha parzialmente compensato il calo del business.

Auto in difficoltà, moto in perdita, marine in crescita

Il settore auto, cuore del business Suzuki, ha chiuso il periodo aprile-dicembre con un fatturato di 1.961,8 miliardi di Yen (circa 16,4 miliardi di euro), in calo del 17,5%. L’utile operativo del comparto è sceso del 19,1%, fermandosi a 126,6 miliardi di Yen. Anche in questo caso, il recupero delle immatricolazioni nei mesi successivi al lockdown, soprattutto in India e in Giappone, e le misure di contenimento dei costi non sono riusciti a colmare del tutto il buco del primo trimestre.

Ancora più penalizzato il settore moto, che chiude in perdita operativa. Tra aprile e dicembre il fatturato è diminuito del 20,2%, con una flessione di 36,8 miliardi di Yen (circa 306,7 milioni di euro). La perdita operativa di 1,4 miliardi di Yen è legata al forte rallentamento delle vendite di moto di grossa cilindrata nella stagione clou tra aprile e giugno e al calo dei volumi dei modelli di piccola cilindrata in mercati chiave come India e Paesi ASEAN.

In controtendenza il comparto marine e altre attività, che archivia un incremento del fatturato del 2,3%, a 68,3 miliardi di Yen (circa 569,2 milioni di euro). La crescita è trainata soprattutto dalla domanda di motori fuoribordo di grossa cilindrata in Nord America. L’utile operativo del settore si mantiene positivo, a 13,6 miliardi di Yen, pur segnando un lieve arretramento dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

A livello geografico, l’utile operativo resta sostanzialmente stabile in Giappone e in altre aree, mentre registra un calo in Europa e in Asia, riflettendo l’andamento differenziato della domanda e le restrizioni legate alla pandemia nei vari mercati.

Previsioni 2020 confermate nonostante le incertezze

Nonostante il quadro ancora condizionato dal Covid-19 e le incognite su prezzi delle materie prime e forniture di componenti, Suzuki conferma le previsioni per l’intero esercizio 2020. La Casa prevede di chiudere l’anno con:

  • fatturato netto a 3.000 miliardi di Yen (circa 25 miliardi di euro), in calo del 14% sull’esercizio precedente
  • utile operativo di 160 miliardi di Yen (1,3 miliardi di euro), in flessione del 25,6%
  • utile della gestione ordinaria a 180 miliardi di Yen (1,5 miliardi di euro), -26,7%
  • utile netto attribuibile agli azionisti della capogruppo di 110 miliardi di Yen (circa 916,7 milioni di euro), -18%

Le stime si basano su tassi di cambio di riferimento pari a 106 Yen per dollaro USA e 120 Yen per euro, con ipotesi dedicate anche alle principali valute asiatiche. La stessa Suzuki sottolinea come queste previsioni restino soggette a rischi e variabili rilevanti, a partire dall’evoluzione della pandemia fino alle oscillazioni dei cambi e ai trend della domanda sui mercati globali.

Per il mondo moto, i numeri confermano un 2020 complesso soprattutto per i segmenti di grande serie e per i mercati emergenti, ma indicano anche un progressivo riassestamento della domanda. Il focus sui costi, unito al recupero di volumi in India e nei mercati chiave, sarà decisivo per capire quanto rapidamente Suzuki riuscirà a riportare in equilibrio il comparto motociclistico nei prossimi esercizi.