9 Febbraio 2026

Suzuki chiude il 2020 con quota record nel mercato auto italiano

Suzuki chiude il 2020 con quota record nel mercato auto italiano

archivia il 2020 con un risultato storico nel auto italiano, centrando la quota più alta di sempre nel nostro Paese nonostante un anno segnato dalla pandemia. La crescita del marchio giapponese è trainata dalla scelta di puntare su una gamma 100% ibrida e da una forte presenza tra i clienti privati.

Quota record e miglior performance tra i big

Secondo i dati UNRAE, nel 2020 Suzuki ha immatricolato in Italia 33.455 vetture, raggiungendo una quota di mercato del 2,42%. Si tratta del massimo storico per il marchio nel nostro Paese, in crescita rispetto al 2,00% del 2019 e all’1,72% del 2018, segno di un’espansione costante nonostante le difficoltà generali del settore.

La contrazione delle immatricolazioni Suzuki rispetto al 2019 è stata del 12,61%, un dato che, inserito nel contesto di un mercato complessivo in calo del 27,93%, si traduce nella migliore performance anno su anno tra i primi 18 costruttori per volumi in Italia. In un contesto dominato dall’emergenza sanitaria e dal cambiamento delle esigenze di mobilità, il marchio di Hamamatsu è riuscito a difendere e consolidare il proprio posizionamento.

Alla base di questo risultato, Suzuki indica una strategia chiara: gamma completamente ibrida, disponibilità di trazione integrale e cambio automatico su tutti i modelli, oltre a politiche commerciali improntate a listini trasparenti e dotazioni ricche in rapporto al prezzo.

Ignis e Swift trascinano la gamma ibrida

Il 2020 conferma il ruolo centrale dei modelli compatti nella crescita della Casa. Ignis e Swift figurano entrambe nella top ten delle auto ibride più vendute in Italia. Ignis occupa il settimo posto con 10.918 unità, seguita subito dopo da Swift con 10.078 immatricolazioni, contribuendo a portare Suzuki al terzo posto tra i costruttori per volumi di vetture ibride vendute nel nostro Paese.

Ignis, SUV ultracompatto della gamma, è inoltre tra i protagonisti del segmento A: con 11.361 unità immatricolate nel 2020, è quarta nella classifica delle citycar più vendute. Il dato comprende anche 443 esemplari con solo motore termico, venduti soprattutto nella prima parte dell’anno, prima del completamento del passaggio all’ibrido.

Nei segmenti dei SUV compatti e dei crossover, Vitara e S-Cross difendono le posizioni in un’area di mercato molto affollata. Vitara totalizza 6.215 immatricolazioni, di cui 4.677 in versione ibrida, mentre S-Cross raggiunge 1.949 unità, di cui 1.608 ibride. La versione Vitara Hybrid 4WD AllGrip entra anche nella top ten delle fuoristrada più vendute con 3.496 esemplari, confermando il legame di Suzuki con la trazione integrale.

Un altro elemento distintivo del 2020 è l’elevatissima incidenza dei clienti privati: il 92,93% delle vendite Suzuki in Italia è rivolto a utilizzatori finali non aziendali. Un dato che testimonia la forza del brand presso il pubblico e che, secondo la Casa, contribuisce a una buona tenuta del valore nel tempo del parco circolante.

Nuovi modelli ibridi e obiettivi per il 2021

Il finale di 2020 e l’inizio del segnano un ulteriore passo nella strategia elettrificata di Suzuki. In listino è arrivata Across Plug-in, SUV plug-in ibrida descritta come elettrica nella guida quotidiana e ibrida quando serve estendere l’autonomia, mentre nelle prime settimane del nuovo anno è previsto il debutto della familiare Swace Hybrid, che amplia l’offerta nel segmento delle station wagon di medie dimensioni.

Con una gamma composta esclusivamente da modelli ibridi e dal design riconoscibile, quasi tutti disponibili anche con trazione integrale e cambio automatico (con la sola eccezione di Swace), Suzuki punta a rafforzare ulteriormente la propria posizione nel mercato italiano. L’obiettivo dichiarato, in uno scenario ancora incerto, è di attestarsi intorno alle 38.000 immatricolazioni nel 2021, in un mercato nazionale stimato dall’Osservatorio UNRAE in circa 1,6 milioni di unità.

Nonostante la volatilità del contesto economico e sociale, il costruttore giapponese ritiene che la combinazione tra elettrificazione diffusa, razionalità dell’offerta e attenzione al cliente privato possa consentire un ulteriore incremento della quota di mercato rispetto al record già raggiunto nel 2020.