9 Febbraio 2026

Suzuki, tecnologie pulite tra auto ibride e motori fuoribordo

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accelera sul fronte della sostenibilità con una doppia strategia che guarda a strada e mare: una gamma auto interamente ibrida con emissioni di CO2 tra le più basse del italiano e un innovativo sistema per motori fuoribordo capace di raccogliere le microplastiche in acqua durante la navigazione.

Suzuki 100% Hybrid, emissioni sotto i 100 g/km

I dati diffusi dall’UNRAE fotografano il posizionamento “verde” del marchio di Hamamatsu nel mercato auto italiano. A settembre le vetture Suzuki di nuova immatricolazione hanno fatto registrare emissioni medie di 96,7 g/km di CO2, valore sceso del 17,35% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Numeri che non sono solo un dato tecnico, ma incidono direttamente sugli obiettivi ambientali europei e nazionali. I 96,7 g/km della gamma ibrida Suzuki risultano infatti inferiori dell’8,4% rispetto alla media complessiva del mercato italiano nello stesso periodo, attestata a 105,6 g/km.

Parallelamente, le performance commerciali confermano la risposta del pubblico alle scelte del costruttore. A settembre Suzuki ha toccato il record storico in Italia con 4.966 immatricolazioni mensili, una quota di mercato del 3,18% e una crescita del 97,69% rispetto all’anno precedente. Un risultato che l’azienda legge come segnale della crescente attenzione dei clienti verso soluzioni a minore impatto ambientale, senza rinunciare a praticità e costi di utilizzo contenuti.

La filosofia dichiarata a livello corporate punta a ridurre il più possibile l’impronta ecologica dei propri prodotti, con la gamma 100% Hybrid come carta d’identità del marchio nel settore automotive.

Motori fuoribordo che filtrano le microplastiche

La strategia ambientale di Suzuki non si ferma all’aria, ma arriva anche all’acqua. Nel settore marine, il marchio ha sviluppato il sistema Suzuki Micro Plastic Collector, un dispositivo di filtraggio integrato nei motori fuoribordo che consente di raccogliere le microplastiche presenti nell’acqua durante il normale funzionamento del propulsore.

L’idea nasce dal ripensamento dell’impianto di raffreddamento dei fuoribordo, che aspira e reimmette in mare grandi quantità d’acqua. Inserendo un sistema di filtraggio in questo circuito, ogni ora di navigazione può trasformarsi in un’azione concreta di pulizia. A titolo indicativo, un fuoribordo Suzuki DF140B filtra a pieno regime circa 40 litri di acqua al minuto, ovvero 2.400 litri in un’ora di utilizzo.

Il Suzuki Micro Plastic Collector sarà introdotto progressivamente sulla gamma a partire dal prossimo anno, con l’obiettivo di estenderne la diffusione sia nella nautica da diporto sia nelle applicazioni professionali. Un approccio che affronta uno dei temi ambientali più urgenti: i rifiuti plastici dispersi in mare e nelle acque interne, che nel tempo si degradano in frammenti sempre più piccoli ma non meno dannosi per l’ecosistema.

L’impegno “plastic free” tocca anche la logistica. Suzuki ha infatti rivisto i sistemi di imballaggio per motori fuoribordo e parti di ricambio, riducendo drasticamente l’uso di plastica a favore di materiali a base carta. La stima interna parla di un taglio annuo di circa 2,3 tonnellate di plastica, a beneficio dell’intera filiera.

Una strategia ambientale che unisce settori diversi

Dal punto di vista industriale, la forza della strategia Suzuki sta nell’integrazione tra mondi apparentemente distanti: auto, moto e marine. In questa fase l’attenzione si concentra soprattutto su due fronti, ma la direzione è unica, come sintetizzano le principali linee d’azione:

  • gamma auto 100% ibrida con emissioni medie di CO2 tra le più basse del mercato italiano
  • sistemi fuoribordo in grado di filtrare e trattenere microplastiche durante la navigazione
  • riduzione significativa dell’uso di plastica negli imballaggi a favore di materiali ecosostenibili
  • ricerca di soluzioni semplici da adottare, integrate nei prodotti di serie
  • attenzione congiunta a aria e acqua come elementi centrali dell’impatto ambientale

Queste iniziative riflettono una visione che punta a coniugare tradizione industriale e innovazione tecnologica. Nata nel 1909 come azienda di telai tessili, Suzuki è oggi un costruttore globale di automobili, motocicli e motori fuoribordo, con circa 3 milioni di vetture prodotte all’anno e una posizione di rilievo nel mercato giapponese.

La sfida per i prossimi anni sarà trasformare queste soluzioni in standard diffusi all’interno delle rispettive categorie, spingendo il settore verso tecnologie che non si limitino a ridurre l’impatto, ma contribuiscano attivamente alla tutela dell’ambiente in cui i veicoli operano.