Dakar, ritiro forzato per Fabio Fasola a Wadi al Dawasir

Fine amara per l’avventura di Fabio Fasola alla Dakar 2019. Il pilota italiano è stato costretto al ritiro nella tappa di Wadi al Dawasir, in Arabia Saudita, a causa della rottura del perno del forcellone della sua moto, quando stava portando avanti una prova solida e coraggiosa.
Un ritiro tecnico che spezza la corsa
La giornata del 12 gennaio 2019 avrebbe potuto segnare una bella impresa per Fasola, impegnato in una delle edizioni più dure del raid. Un inconveniente meccanico, improvviso e non risolvibile in gara, ha però messo fine alle sue ambizioni, imponendo lo stop in una fase ancora centrale della competizione.
La rottura del perno del forcellone, componente chiave per la ciclistica, non ha lasciato margini di intervento rapido. In un contesto come la Dakar, dove l’affidabilità del mezzo è tanto determinante quanto la preparazione del pilota, un guasto strutturale di questo tipo significa, di fatto, fine della corsa.
Il ritiro interrompe un percorso che, tappa dopo tappa, aveva mostrato un Fabio determinato e in grado di tenere un passo regolare, nonostante le difficoltà del terreno e delle speciali saudite.
La Dakar resta la sfida più estrema
L’episodio conferma, ancora una volta, quanto la Dakar resti una delle prove più estreme del motorsport. Non basta la condizione fisica, non bastano esperienza e navigazione: la resistenza meccanica può diventare l’ago della bilancia tra sogno e delusione.
Nel deserto saudita ogni componente è messo alla prova da pietre, sabbia, sollecitazioni continue e temperature spesso proibitive. Per i piloti privati e i team più piccoli, che devono ottimizzare risorse e materiali, l’affidabilità del mezzo è un punto ancora più critico.
Per Fasola, protagonista da anni delle grandi maratone africane e dei rally-raid, questo stop forzato non è solo una pagina amara, ma anche l’ennesima conferma di quanto il limite nella Dakar sia sempre appeso a un dettaglio, spesso invisibile fino al momento della rottura.
Il valore della squadra e dei partner
Nel bilancio di questa avventura resta comunque il lavoro del team e il supporto dei partner che hanno reso possibile la partecipazione. Compagni di viaggio tecnici e commerciali che, in una sfida logistica come la Dakar, sono parte integrante del risultato, indipendentemente dall’esito sportivo.
- Supporto tecnico e logistico lungo tutto il percorso
- Impegno condiviso tra pilota, squadra e sostenitori
- Presenza di marchi legati al mondo moto e automotive
- Partecipazione a una delle vetrine più dure del rally-raid
Il ritiro non cancella il valore del progetto né la visibilità conquistata lungo le tappe già disputate. L’esperienza raccolta su terreni e percorsi nuovi rappresenta una base di partenza per future sfide, dentro e fuori dal deserto.
Per chi segue Fasola da anni, questo stop è solo una parentesi in un cammino costruito su passione, lunghi viaggi e voglia di cercare, ancora una volta, il limite in capo al mondo.