9 Febbraio 2026

Dakar 2020, il cablogramma zero di Fabio Fasola da Jeddah

Dakar 2020, il cablogramma zero di Fabio Fasola da Jeddah

Jeddah segna il passaggio dal sogno alla realtà per , che ha appena lasciato il podio di partenza della e si prepara ad affrontare due settimane di gara nel deserto saudita. Tra emozione, ultimi preparativi e una prima tappa già durissima, il pilota italiano racconta il suo ingresso nel clima della corsa più estrema del mondo.

Jeddah, tra ultimi preparativi e adrenalina

Per mesi la Dakar resta un pensiero fisso, fatto di problemi logistici, budget da chiudere e incastri organizzativi. Poi, in pochi giorni, tutto si sistema e ci si ritrova immersi fino al collo nella gara. Così è per Fasola, arrivato a Jeddah per tre giorni di frenesia pre-partenza: adesivi da applicare sulla , verifiche tecniche e amministrative, scheda telefonica locale, gomme da caricare sul camion assistenza, saluti a sponsor e amici, notti corte e una lista infinita di dettagli da chiudere.

Il richiamo dell’altoparlante rompe il vortice dell’attesa: è il momento di salire sul palco del cerimoniale di partenza. Non c’è una folla oceanica, ma l’emozione basta e avanza. Per il pilota italiano è come entrare in trance: la Dakar è ufficialmente iniziata, anche se i veri problemi, quelli che lo accompagneranno per due settimane, devono ancora presentarsi lungo il percorso.

Una prima tappa già da “vera” Dakar

La corsa parte subito senza sconti. La Jeddah – Al Wajh propone infatti una tappa di quasi 800 chilometri complessivi, con lunghi trasferimenti e una speciale cronometrata di circa 350 chilometri. In mezzo, una neutralizzazione per il rifornimento di benzina che spezza solo in parte la fatica di una giornata destinata a essere infinita.

La sveglia è fissata alle 3 del mattino, con partenza poco dopo: un classico della Dakar, dove i ritmi sono dettati più dal cronometro e dalla logistica che dall’orologio biologico. Per Fasola è il momento di mettere da parte i pensieri e concentrarsi soltanto sulla guida, sulla navigazione e sulla gestione delle energie. Il commento dettagliato è rimandato all’arrivo di Al Wajh, quando si potrà tirare il primo vero bilancio della gara.

Il sostegno degli sponsor e lo spirito del viaggio

Alle spalle del pilota c’è una rete di partner che ha reso possibile la partecipazione alla Dakar, elemento fondamentale in una sfida dove il problema principale resta quasi sempre quello economico. Fasola ringrazia apertamente chi ha creduto nel progetto, dalle realtà commerciali ai marchi tecnici del mondo moto.

  • Partauto
  • Virgin Radio
  • Valdichiana Outlet
  • TGE
  • Locman
  • Riga Gomme, , Ariete, TCX Boots

Il messaggio è chiaro: la Dakar non è solo una gara, ma un viaggio fino ai confini del mondo, da condividere con chi segue da casa. Con il cablogramma zero da Jeddah, Fasola inaugura idealmente il suo diario di bordo saudita, pronto a raccontare tappa dopo tappa cosa significhi davvero vivere la corsa più dura del mondo dalla sella della propria moto.