Husqvarna Motorcycles taglia il traguardo dei 100 titoli mondiali

Dal primo iride nel motocross 500 conquistato da Bill Nilsson nel 1960 alla vittoria iridata Junior 125 di Mattia Guadagnini nel 2019: Husqvarna Motorcycles entra nell’olimpo delle Case più vincenti con 100 titoli mondiali complessivi. Un traguardo che racconta quasi sei decenni di successi nel fuoristrada e che oggi guida lo sviluppo delle moto di serie del marchio.
Dai pionieri del motocross all’età dell’oro
La storia iridata di Husqvarna inizia nel 1960, quando lo svedese Bill Nilsson porta alla Casa il titolo mondiale FIM 500 cc, aprendo l’era d’oro del marchio nel motocross. Negli anni Sessanta Husqvarna mette in bacheca nove campionati del mondo MX, diventando uno dei riferimenti assoluti nella disciplina.
Figura centrale di quel periodo è Torsten Hallman, capace di dominare la scena con quattro titoli mondiali FIM 250 cc. I successi di Nilsson, Hallman e dei loro contemporanei consolidano la reputazione di Husqvarna come marchio tecnologicamente avanzato e spingono lo sviluppo di moto sempre più competitive sui tracciati di tutto il mondo.
Questa tradizione vincente nel motocross rimane il filo conduttore della storia sportiva del brand, che nel corso dei decenni continua a raccogliere allori nelle varie classi e nei principali campionati internazionali.
Il titolo numero 100: Guadagnini chiude il cerchio
Il simbolico traguardo dei 100 titoli mondiali arriva nel 2019 grazie a Mattia Guadagnini. Il giovane pilota italiano conquista il Campionato del mondo FIM di Motocross Junior 125 cc, regalando a Husqvarna Motorcycles il suo centesimo alloro iridato tra titoli piloti e costruttori.
Così come Nilsson aveva fatto 59 anni prima, il successo di Guadagnini rappresenta molto più di una semplice vittoria: è la conferma della continua spinta innovativa del marchio e del legame strettissimo tra attività racing e sviluppo prodotto. Il palmarès complessivo conta 58 titoli piloti e 42 titoli costruttori, ottenuti in sei diverse discipline del motorsport.
L’espansione verso nuove categorie ha permesso a Husqvarna di allargare il proprio raggio d’azione ben oltre il motocross tradizionale, mantenendo però invariata la filosofia: utilizzare la pista e gli sterrati come laboratorio per affinare ciclistica, motori ed elettronica delle moto destinate ai clienti.
Dall’enduro ai rally: un DNA da competizione
Accanto al motocross, l’enduro è uno dei terreni dove Husqvarna ha costruito una parte importante del proprio mito. Il primo titolo arriva nel 1990 con il ceco Otakar Kotraba, campione del mondo FIM Enduro 400 cc. Da lì in poi la Casa diventa presenza fissa ai vertici della specialità, anche grazie a fuoriclasse come lo svedese Anders Eriksson, che porta al marchio sei titoli mondiali personali.
Il 2006 segna una stagione record, con sei titoli piloti e costruttori conquistati in un solo anno nell’enduro, a testimonianza di un dominio tecnico e sportivo che si riflette anche sulle moto derivate di serie.
La strategia di Husqvarna di entrare in nuove discipline paga: l’americano Colton Haaker firma tre corone mondiali FIM SuperEnduro, mentre il cileno Pablo Quintanilla consegna al marchio il primo titolo nel campionato FIM Cross-Country Rallies, campo di prova estremo per affidabilità e resistenza. Negli Stati Uniti, nel 2018, la FC 450 guidata da Jason Anderson conquista il prestigioso titolo AMA Supercross 450, rafforzando la presenza del brand sul mercato nordamericano.
Parallelamente ai risultati sportivi, dal 2014 Husqvarna registra una crescita costante anno dopo anno, consolidando la propria forza nel motocross e nell’enduro e affacciandosi con decisione al segmento stradale con una gamma in continua espansione. I 100 titoli mondiali non sono solo una cifra da record, ma il motore di un percorso industriale che punta a offrire moto di serie sempre più performanti, diretta espressione di un DNA profondamente radicato nelle competizioni.
Con il motorsport come elemento identitario e una storia di successi ininterrotti, Husqvarna Motorcycles conferma che l’impegno nelle gare resterà uno dei fattori chiave per lo sviluppo dei propri modelli, oggi come agli inizi degli anni Sessanta.