WorldSBK Aragon 2019, Yamaha sfiora il podio con Lowes e van der Mark

Weekend intenso per Yamaha a Motorland Aragon, terza tappa del Mondiale Superbike 2019, dove Alex Lowes e Michael van der Mark sono stati protagonisti di una combattuta gara a gruppo per il podio senza però riuscire a concretizzare negli ultimi giri. Sul tracciato spagnolo di 5.345 metri, la Casa di Iwata ha comunque raccolto segnali incoraggianti dal team Pata Yamaha e dalla struttura indipendente GRT.
La battaglia per il podio a Motorland
Nella corsa principale di 18 giri, disputata con 13 gradi di temperatura aria, i piloti Pata Yamaha WorldSBK si sono inseriti subito nel gruppo di testa. Lowes e van der Mark hanno animato una serrata lotta a cinque per le posizioni da podio, restando stabilmente nella top 6 per gran parte della gara.
La seconda metà della corsa ha però cambiato gli equilibri. Il calo di aderenza al posteriore ha costretto entrambi a gestire con maggiore attenzione la gomma, perdendo il contatto diretto con i rivali nella fase decisiva. Lowes ha chiuso ai piedi del podio, in quarta posizione, dopo aver difeso il risultato fino alla bandiera a scacchi. Van der Mark ha tagliato il traguardo sesto, penalizzato soprattutto nel finale da una trazione non ottimale in uscita di curva.
Nonostante il podio sfumato, il passo mostrato nella parte centrale della gara conferma la competitività della Yamaha YZF-R1 sul tecnico saliscendi di Aragon, con entrambi i piloti ufficiali in grado di lottare a viso aperto con i principali contendenti al titolo.
GRT Yamaha, Cortese miglior indipendente
Fine settimana in chiaro-scuro per il team GRT Yamaha Supported WorldSBK. Sandro Cortese è stato protagonista di una gara in rimonta dopo un primo giro complicato, nel quale ha perso diverse posizioni. Ritrovato il proprio ritmo, il tedesco ha recuperato progressivamente fino a portarsi in settima posizione al traguardo.
Il risultato gli è valso il ruolo di miglior pilota indipendente in gara, un segnale importante per un debuttante nella categoria che sta ancora costruendo esperienza con la Superbike e con la YZF-R1 in configurazione mondiale. La sua progressione nel corso della corsa evidenzia un buon bilanciamento complessivo della moto sulla distanza, anche in condizioni di grip non ideali.
Più in difficoltà l’altro alfiere GRT, Marco Melandri. Il pilota italiano ha vissuto un weekend intero alla ricerca di un buon feeling con l’anteriore e il posteriore della sua Yamaha, senza riuscire a trovare il compromesso giusto di assetto per sfruttare appieno il potenziale del pacchetto tecnico.
Melandri in sofferenza, ma il potenziale c’è
La gara ha confermato le sensazioni delle prove per Melandri, costretto a lottare nel gruppo di metà classifica. Privo della giusta confidenza in ingresso e in percorrenza di curva, il ravennate non ha potuto esprimere il suo stile di guida più aggressivo in frenata e in rilascio, chiudendo solo 12esimo.
Il distacco dai compagni di marca e la differenza di rendimento tra le due strutture Yamaha suggeriscono che il margine di miglioramento sia soprattutto sul fronte del set-up. La squadra dovrà ora analizzare i dati raccolti ad Aragon per intervenire su sospensioni, distribuzione dei pesi e gestione delle gomme, con l’obiettivo di offrire a Melandri una base più solida già dai prossimi appuntamenti.
Nel complesso, il round di Aragon lascia a Yamaha un bilancio misto ma incoraggiante: la YZF-R1 si conferma competitiva nella lotta per il podio con i piloti ufficiali, mentre il progetto GRT continua a crescere con Cortese miglior indipendente. Resta il lavoro da fare per allineare la performance di tutti i piloti del marchio, ma il potenziale espresso sul tecnico tracciato spagnolo indica che la strada intrapresa è quella giusta per il prosieguo del Mondiale Superbike 2019.