Carlo Fiorani entra in FMI e affiancherà il Comitato Velocità

La Federazione Motociclistica Italiana annuncia l’ingresso di Carlo Fiorani a supporto del Comitato Velocità. Un innesto di peso che porta in federazione l’esperienza di uno dei manager più conosciuti nel paddock internazionale, con l’obiettivo di rafforzare la crescita sportiva e tecnica dell’attività tricolore in pista.
Un ingresso presentato al via dell’ELF CIV
La presentazione ufficiale è avvenuta a Misano, in occasione del primo round dell’ELF CIV 2019. Proprio nel contesto del campionato italiano velocità, che negli ultimi anni sta vivendo una fase di rilancio, la FMI ha scelto di svelare la nuova collaborazione con Fiorani.
L’accordo prevede il coinvolgimento diretto del manager romano nei lavori del Comitato Velocità FMI. Il suo ruolo sarà quello di affiancare la struttura federale nella definizione dei progetti tecnici e sportivi futuri, contribuendo alla pianificazione del percorso che va dai campionati nazionali fino alle competizioni internazionali.
Per la FMI si tratta di un passo ulteriore nella strategia di consolidamento del movimento velocità, puntando su figure con lunga esperienza nei massimi campionati mondiali. L’obiettivo dichiarato è proseguire il trend di crescita recente, migliorando la qualità dei campionati, delle opportunità per i giovani e della visibilità complessiva del settore.
Dal giornalismo ai vertici Honda: la carriera di Fiorani
Il profilo di Carlo Fiorani è quello di un manager che ha attraversato quasi tutte le sfaccettature del motorsport moderno. Appassionato di offroad, ha mosso i primi passi raccontando le moto per una rivista romana, per poi passare alla comunicazione istituzionale nel reparto stampa di Honda Italia.
La sua carriera si è quindi allargata al mondo auto e alle competizioni internazionali con un’esperienza in Ferrari negli Stati Uniti, prima del rientro a tempo pieno nel paddock delle due ruote con Honda Motor Europe. Da lì è iniziato un percorso che lo ha portato al centro della scena nel Motomondiale, lavorando nel Mondiale 500 e poi in MotoGP negli anni in cui Valentino Rossi correva con Honda.
Successivamente Fiorani ha seguito da vicino anche il fronte delle derivate di serie, assumendo la responsabilità dell’attività in pista del team Honda Superbike. Il passo successivo è stato il ruolo di Motorcycle Racing Communication Director di Honda Motor, posizione che ne certifica il peso specifico all’interno del panorama racing globale.
Questa combinazione di giornalismo, comunicazione, gestione sportiva e relazioni internazionali rappresenta uno dei valori aggiunti che la FMI intende mettere a frutto nella definizione dei propri programmi.
Obiettivi: accessibilità, attrattiva e nuovi progetti
L’arrivo di Fiorani si inserisce in un quadro di cambiamento che la Federazione presenta come una fase di rinnovamento del motociclismo tricolore. La velocità, in particolare, è indicata come un’area su cui intervenire per rendere il percorso sportivo più chiaro e sostenibile per piloti, team e famiglie.
Il nuovo collaboratore porterà la propria esperienza nella messa a punto di progetti dedicati ai giovani e alla valorizzazione del campionato italiano come piattaforma di crescita. L’intento dichiarato è quello di rendere il nostro sport più accessibile ai nuovi praticanti, più attrattivo per chi è già in pista e più interessante per il pubblico che segue le corse.
All’interno di questa cornice, alcuni assi portanti del lavoro congiunto tra Fiorani e FMI riguarderanno:
- la definizione di percorsi tecnici e sportivi coerenti per i giovani talenti
- il rafforzamento del collegamento tra campionati nazionali e serie internazionali
- il miglioramento dell’immagine e della comunicazione del movimento velocità
- la ricerca di format sportivi più fruibili per pubblico e media
- il coinvolgimento di nuovi appassionati attraverso proposte più accessibili
La scelta di coinvolgere una figura con un curriculum consolidato ai massimi livelli indica la volontà della FMI di alzare ulteriormente l’asticella, lavorando su contenuti tecnici e organizzativi, ma anche su quel dialogo tra paddock, federazione e pubblico che oggi è decisivo per la crescita del motociclismo nazionale.