Codice della Strada, le proposte FMI alla Commissione Trasporti

La Federazione Motociclistica Italiana è stata ascoltata alla Camera sulle modifiche al Codice della Strada, portando una serie di proposte mirate a tutelare chi viaggia su due ruote. Un confronto significativo, in un Paese che conta circa 9,5 milioni di motocicli e ciclomotori circolanti e dove i motociclisti chiedono da tempo regole più moderne e sicure.
Più tutele per l’attività sportiva e i veicoli storici
Nel corso dell’audizione in Commissione Trasporti, guidata dal vicepresidente Diego De Lorenzis, il coordinatore del Dipartimento Politiche Istituzionali FMI, Tony Mori, ha illustrato le principali istanze del mondo motociclistico. Il primo fronte riguarda l’attività sportiva: la FMI chiede che la targa sostitutiva, il cosiddetto targhino, possa essere utilizzata non solo durante le gare ma anche in occasione degli allenamenti, superando un limite normativo che oggi complica l’attività agonistica.
Altro nodo è quello delle motoslitte, veicoli che non trovano ancora un chiaro inquadramento nel Codice della Strada. La Federazione sollecita il legislatore a definire un regime giuridico preciso per questi mezzi, sempre più diffusi nelle località montane e già parte integrante dell’offerta turistico-sportiva invernale.
Grande attenzione anche al mondo dei veicoli storici. La FMI chiede che i ciclomotori possano rientrare a pieno titolo tra i mezzi storici, riconoscendone il valore come patrimonio nazionale di ingegneria, design e industria. Per i veicoli iscritti al Registro Storico FMI è stata proposta l’estensione dell’intervallo tra una revisione e l’altra da due a quattro anni, oltre alla possibilità, per i mezzi costruiti prima del 1° gennaio 1960, di effettuare la revisione presso qualsiasi centro autorizzato e non solo alla Motorizzazione provinciale.
Sicurezza stradale, formazione e infrastrutture
Uno dei passaggi centrali dell’intervento FMI riguarda la sicurezza. La Federazione ha offerto la disponibilità dei propri tecnici qualificati per collaborare con scuole guida ed esaminatori della Motorizzazione Civile. L’obiettivo è rafforzare la formazione sulla guida sicura delle due ruote, ma anche sensibilizzare chi valuta gli esami sugli aspetti davvero critici per i motociclisti, spesso diversi da quelli dell’utenza automobilistica.
La FMI sostiene inoltre il progetto di includere motociclisti e scooteristi nella categoria dell’utenza debole, al fianco di pedoni e ciclisti. Un riconoscimento formale che permetterebbe di rafforzare la tutela normativa di chi, per definizione, è più esposto in caso di incidente.
Tra i temi infrastrutturali, la Federazione ha acceso i riflettori sulla cosiddetta terza fascia del guard-rail, il dispositivo salva-motociclisti che riduce il rischio di impatti contro i sostegni metallici delle barriere. In Italia si stimano circa 841.400 km di strade, di cui 26.000 gestiti da Anas: su questa rete, solo 100 km risulterebbero attualmente dotati di terza fascia. Un dato che, secondo la FMI, impone interventi mirati e strumenti concreti per consentire a enti locali e gestori di reperire risorse e finanziamenti dedicati.
Il capitolo sicurezza si estende anche all’equipaggiamento di chi guida. La Federazione propone incentivi all’acquisto di abbigliamento protettivo per conducenti e passeggeri di motocicli e ciclomotori, accompagnati da forme di defiscalizzazione che possano alleggerire il costo di giacche, paraschiena e dispositivi omologati. Un investimento sulla prevenzione, considerato strategico almeno quanto quello sulle infrastrutture.
Pedaggi, traino e agenda delle priorità
La FMI è intervenuta anche su due aspetti spesso al centro delle discussioni tra i motociclisti: il pedaggio autostradale e il traino di rimorchi. Sul primo fronte, la Federazione sollecita una soluzione strutturale e non basata su convenzioni temporanee con i singoli concessionari. La richiesta è di istituire per legge una classe di pedaggio specifica per le due ruote, che tenga conto del minore ingombro e dell’impatto ridotto su infrastrutture e traffico rispetto alle auto.
Sul tema del traino, la normativa italiana consente oggi di omologare sui motoveicoli un gancio traino, ma non di agganciare un rimorchio o un carrello appendice, nemmeno per motoslitte e quad. Un paradosso che, nelle intenzioni della Federazione, andrebbe superato prevedendo un quadro regolatorio chiaro e coerente, anche in linea con le esigenze di chi utilizza la moto per turismo o attività sportive extraurbane.
Nel complesso, l’intervento FMI alla Commissione Trasporti ha tracciato un’agenda di priorità che tocca più livelli: sport, veicoli storici, sicurezza attiva e passiva, formazione, infrastrutture e costi di utilizzo della rete. La Federazione rivendica così il ruolo di interlocutore diretto del legislatore per una categoria che rappresenta una quota importante e in continua evoluzione dell’utenza stradale.
- Uso esteso della targa sportiva per gare e allenamenti
- Riconoscimento giuridico per le motoslitte
- Tutele e norme ad hoc per i veicoli storici, compresi i ciclomotori
- Formazione specifica su guida sicura e utenza debole
- Diffusione della terza fascia del guard-rail e incentivi all’abbigliamento tecnico
- Classe di pedaggio dedicata alle due ruote e norme sul traino
Dopo l’audizione, la FMI ha espresso soddisfazione per l’attenzione ricevuta in Commissione e per l’interesse dimostrato dai parlamentari sui temi esposti. Il passo successivo sarà verificare quanto di questo pacchetto di proposte troverà spazio nelle future modifiche al Codice della Strada, in un percorso che potrebbe incidere concretamente sulla vita quotidiana di milioni di motociclisti italiani.