Suzuki, terzo trimestre 2018 in crescita ma con utili sotto pressione

Suzuki chiude il terzo trimestre dell’esercizio fiscale 2018 con ricavi in aumento ma margini operativi sotto pressione, soprattutto per effetto del cambio sfavorevole nei Paesi emergenti e dei maggiori costi di vendita. Nonostante questo, il gruppo giapponese conferma le previsioni per l’intero anno, forte della crescita degli utili ordinari e del risultato netto.
Ricavi in aumento, utile operativo in lieve calo
Nel periodo aprile-dicembre 2018 il fatturato netto consolidato di Suzuki è salito a 2.838,8 miliardi di Yen, pari a circa 21,8 miliardi di euro, con una crescita del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. L’incremento dei ricavi non si è però tradotto in un analogo miglioramento della redditività operativa.
L’utile operativo dei nove mesi si è infatti attestato a 256,5 miliardi di Yen (circa 1,9 miliardi di euro), in flessione dell’1,3% rispetto all’anno prima. Il calo è legato in particolare al deprezzamento delle valute dei Paesi emergenti, tra cui la rupia indiana, e all’aumento dei costi di vendita che ha inciso sui risultati soprattutto nei trimestri luglio-settembre e ottobre-dicembre.
Il quadro migliora guardando all’utile della gestione ordinaria, che beneficia di maggiori proventi finanziari: il dato sale a 306,1 miliardi di Yen, con un incremento del 7,6% rispetto all’esercizio precedente. Ancora più positivo l’andamento dell’utile netto attribuibile agli azionisti della capogruppo, che cresce del 10% a 180,8 miliardi di Yen, circa 1,4 miliardi di euro.
Auto stabili, moto in difficoltà, Marine in forte espansione
Analizzando i risultati per settore, il comparto auto resta il pilastro del gruppo. Nonostante il calo del fatturato all’estero dovuto ai cambi penalizzanti, il giro d’affari complessivo dell’automotive cresce del 4,3%, arrivando a 2.596,6 miliardi di Yen (19,9 miliardi di euro). A sostenere l’andamento sono soprattutto le vendite sul mercato interno giapponese, spinte in particolare da modelli come Spacia e XBEE.
La maggiore pressione sui margini si riflette però sull’utile operativo dell’auto, che scende dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il peso della svalutazione delle valute dei Paesi emergenti e l’incremento dei costi di vendita hanno annullato in parte i benefici della crescita dei volumi e del fatturato domestico.
Nel comparto motociclistico, cuore pulsante per il pubblico di Motopress.it, Suzuki registra un lieve incremento del fatturato netto, che sale dello 0,7% a 182,2 miliardi di Yen (1,4 miliardi di euro). Questo risultato non basta però a preservare la redditività: l’utile operativo del business moto si riduce di 1,5 miliardi di Yen, fermandosi a 0,1 miliardi di Yen (circa 0,7 milioni di euro), un livello sostanzialmente vicino al pareggio.
Decisamente più brillante la performance del settore Marine e delle altre attività. Qui il fatturato cresce del 10,5% a 60 miliardi di Yen (461,5 milioni di euro), trainato in particolare dal successo in Nord America del fuoribordo ad alta cilindrata DF350A. L’utile operativo del comparto sale del 23,7%, raggiungendo 12,3 miliardi di Yen, grazie soprattutto all’incremento dei profitti sempre nell’area nordamericana.
Guardando alle diverse aree geografiche, l’utile operativo migliora in Giappone, Europa e altre regioni, mentre l’Asia registra una flessione significativa di 19 miliardi di Yen. In questo continente il risultato operativo si attesta a 121,6 miliardi di Yen (circa 935,3 milioni di euro), segnalando l’impatto delle valute e di un contesto competitivo in evoluzione in mercati chiave come l’India.
Previsioni confermate e strategia di medio periodo
Nonostante la pressione sui margini e la volatilità dei cambi, Suzuki sceglie la linea della continuità e conferma le proprie stime per l’intero esercizio fiscale, aggiornate tenendo conto dei dati del trimestre e delle proiezioni su volumi e tassi di cambio.
- Fatturato netto atteso a 3.800 miliardi di Yen (29,2 miliardi di euro), in crescita dell’1,1% anno su anno
- Utile operativo previsto a 350 miliardi di Yen (2,7 miliardi di euro), in calo del 6,5% rispetto all’esercizio precedente
- Utile della gestione ordinaria stimato a 390 miliardi di Yen (3 miliardi di euro), +1,9% su base annua
- Utile netto attribuibile agli azionisti indicato in 220 miliardi di Yen (1,7 miliardi di euro), con un progresso del 2%
Le previsioni si basano su un quadro valutario che ipotizza un cambio di 127 Yen per euro, 110 Yen per dollaro USA, 1,58 Yen per rupia indiana, 0,77 Yen per 100 rupie indonesiane e 3,41 Yen per baht thailandese. In questo contesto, il gruppo annuncia la volontà di continuare a riformare i propri processi in tutti i settori di attività, con l’obiettivo dichiarato di superare, se possibile, le stime attuali.
Per Suzuki, costruttore attivo da oltre un secolo tra auto, moto e motori fuoribordo, il terzo trimestre 2018 conferma un profilo di crescita solido ma chiamato a fare i conti con margini sempre più sensibili alle dinamiche dei mercati emergenti. Per il mondo delle due ruote, in particolare, i numeri mostrano un business in fase di assestamento, dove la tenuta del fatturato dovrà essere accompagnata da un recupero di redditività nei prossimi esercizi.