Imola celebra i pionieri del Motocross italiano a 70 anni dal debutto

A Imola il GP d’Italia del Mondiale Motocross è diventato l’occasione per guardare al passato e rendere omaggio a chi ha scritto le prime pagine della disciplina nel nostro Paese. A settant’anni dal primo Motocross Internazionale d’Italia, la Federazione Motociclistica Italiana ha premiato i protagonisti dell’epoca pionieristica, riconoscendone il ruolo nella diffusione di questo sport.
Una cerimonia nel cuore del GP d’Italia
La celebrazione si è svolta all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, all’interno della sala stampa, nel fine settimana del ventesimo e ultimo round del Mondiale cross. Un contesto dal forte valore simbolico, che ha messo in dialogo il presente della specialità con le sue radici storiche.
Il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Giovanni Copioli, ha consegnato ai piloti degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta dei diplomi celebrativi, sottolineando l’impatto che le loro imprese hanno avuto sulla crescita del Motocross in Italia. Accanto a lui erano presenti il Presidente di FIM Europe, Wolfgang Srb, il Presidente di Formula Imola, Uberto Selvatico Estense, e Luciano Costa, curatore della mostra “50 anni di Motocross”.
L’esposizione, allestita nei pressi del Museo dell’autodromo “Checco Costa”, ripercorre il periodo 1948-1998 attraverso moto, documenti e cimeli, facendo da cornice ideale alla premiazione e alla ricorrenza del settantesimo anniversario del primo Motocross Internazionale d’Italia, disputato il 23 maggio 1948 nel Parco delle Acque Minerali.
I campioni che hanno fatto la storia
Il riconoscimento più atteso è andato a figure che hanno segnato in modo indelebile la storia del Motocross tricolore. Tra questi spicca Emilio Ostorero, dominatore delle piste tra gli anni Cinquanta e Settanta, capace di conquistare 16 titoli nazionali e oltre 350 vittorie tra gare italiane e internazionali. Un palmarès che lo colloca tra i riferimenti assoluti della disciplina nel dopoguerra.
Accanto a lui è stato celebrato Canzio Tosi, cinque volte Campione Italiano negli anni Sessanta, protagonista di una generazione che ha consolidato il livello del movimento nazionale. Riconoscimento anche a Gian Pio Ottone, impegnato sia nella Regolarità sia nel Motocross tra anni Cinquanta e Sessanta, esempio di polivalenza sportiva in un’epoca in cui le specialità erano spesso intrecciate.
Tra i premiati figura inoltre Italo Forni, tre volte Campione Italiano negli anni Settanta, ricordato anche da Uberto Selvatico Estense per le sue prestazioni in pista. La cerimonia ha reso omaggio anche ad altri protagonisti di quel periodo, che hanno contribuito con risultati e presenza sui campi di gara a far crescere la disciplina:
- Giorgio Battistini
- Sergio Gandolfi
- Gianni Mongardi
- Bruno Montalbini
- Franco Rippa
- Carlo Roversi
- Gianni Trenti
- Mario Ulissi
Nelle parole di Wolfgang Srb è emersa la volontà, condivisa a livello europeo, di mantenere vivo il legame con queste figure, considerate fondamentali per comprendere lo sviluppo dello sport moderno. Il numero uno di FIM Europe ha ricordato anche il ruolo di Ostorero come membro di giuria, sottolineandone l’autorevolezza anche fuori dalla pista.
Memoria sportiva e cultura del Motocross
La premiazione di Imola non è stata solo una rievocazione, ma un segnale preciso sulla direzione che le istituzioni motociclistiche intendono seguire: costruire il futuro partendo da una memoria condivisa. Secondo Giovanni Copioli, i piloti celebrati hanno saputo compiere gesti sportivi di grande valore in tempi in cui il Motocross era ancora poco conosciuto in Italia, contribuendo a radicarlo nel tessuto sportivo e sociale del dopoguerra.
Il richiamo ai 70 anni dal primo Motocross Internazionale d’Italia e la sinergia con la mostra “50 anni di Motocross” arricchiscono il significato dell’iniziativa. L’obiettivo dichiarato è trasmettere alle nuove generazioni la cultura di una disciplina che oggi vive sotto i riflettori del Mondiale, ma che affonda le sue radici in un periodo fatto di passione, sperimentazione e sacrifici.
Per Formula Imola, che ospita uno dei round più spettacolari del campionato iridato, collegare il presente del GP d’Italia alle sue origini significa anche valorizzare il ruolo del circuito come luogo identitario per il motociclismo nazionale. Un percorso nel quale la collaborazione tra FMI, FIM Europe e realtà locali come il Museo “Checco Costa” diventa essenziale per mettere a sistema eventi sportivi di vertice e iniziative di carattere storico-culturale.
Imola, per un giorno, ha quindi unito le generazioni del fuoristrada: da chi corre oggi sulle rampe del Mondiale a chi, settant’anni fa, tracciava i primi solchi nel fango italiano, dando forma a quel Motocross che ancora oggi appassiona pubblico e addetti ai lavori.