Accordo tra FMI e Soccorso Alpino, i motociclisti al fianco dei soccorritori
Motociclisti formati per operare nelle emergenze e soccorritori alpini addestrati all’uso professionale di moto, quad e mezzi da neve: è questo il cuore del Protocollo d’Intesa firmato a Milano tra il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del CAI (CNSAS) e la Federazione Motociclistica Italiana (FMI). Un accordo che rafforza il ruolo del motociclismo nel volontariato di protezione civile e punta a rendere più efficaci gli interventi sul territorio.
Un protocollo per condividere competenze e mezzi
L’intesa, sottoscritta dal presidente del CNSAS Maurizio Dellantonio e dal presidente FMI Giovanni Copioli presso la sede nazionale del Soccorso Alpino, segna l’avvio di una collaborazione operativa basata sullo scambio strutturato di esperienze e know-how.
La FMI metterà a disposizione del CNSAS i propri istruttori specializzati per la formazione tecnica sull’utilizzo di mezzi a motore impiegabili in contesti emergenziali: non solo moto e quad per il fuoristrada, ma anche motoslitte e quad cingolati per gli interventi su neve. L’obiettivo è incrementare la capacità di movimento rapido dei soccorritori in aree impervie, innevate o difficilmente raggiungibili con i mezzi tradizionali.
Parallelamente, il Soccorso Alpino trasferirà ai motociclisti competenze specifiche in ambito di emergenza: procedure di intervento, gestione delle operazioni in contesti di particolare complessità e integrazione in scenari di protezione civile. In questo modo i volontari FMI potranno operare in modo coordinato con le squadre del CNSAS, diventando una risorsa pronta a essere attivata quando la rapidità di spostamento fa la differenza.
SMIE, il supporto motociclistico nelle emergenze
Il Protocollo formalizza anche il ruolo dello SMIE, il Supporto Motociclistico alle Istituzioni nelle Emergenze, struttura interna alla FMI composta da personale volontario altamente specializzato nella guida in condizioni difficili. Attraverso l’intesa, l’operatività di questi motociclisti viene messa a disposizione del CNSAS, che potrà impiegarli in supporto alle proprie missioni.
Il coinvolgimento dello SMIE è pensato in particolare per gli scenari di protezione civile, dove la mobilità su due ruote o su veicoli leggeri a motore può risultare decisiva per raggiungere rapidamente zone isolate, trasportare piccoli carichi urgenti, effettuare ricognizioni sul territorio o affiancare le squadre di soccorso nei primi momenti dell’emergenza.
Alla firma dell’accordo era presente anche il dirigente dell’Ufficio Volontariato del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, Massimo La Pietra, che ha sottolineato il valore di questa collaborazione tra due realtà fortemente radicate nel mondo del volontariato organizzato. Un riconoscimento del ruolo del motociclismo come risorsa operativa, non solo sportiva o ricreativa.
- Formazione congiunta tra istruttori FMI e tecnici CNSAS
- Utilizzo di moto, quad, motoslitte e quad cingolati nelle operazioni
- Integrazione dei motociclisti nelle attività di protezione civile
- Maggiore rapidità di intervento in aree impervie o isolate
- Valorizzazione del volontariato motociclistico strutturato
- Cooperazione continuativa tra FMI e Soccorso Alpino
Motociclismo e volontariato, una rete sempre più strutturata
Per il CNSAS, stabilmente impegnato in interventi in zone di difficile accesso, l’accordo rappresenta un ampliamento concreto delle possibilità operative. Il ricorso a mezzi leggeri e versatili, guidati da motociclisti formati e integrati nelle procedure di soccorso, consente di coprire più rapidamente vaste aree e di incrementare la capillarità del servizio garantito alle comunità montane e alle zone interne del Paese.
Per la Federazione Motociclistica Italiana, attraverso il Dipartimento di Politiche Istituzionali, il Protocollo è un tassello ulteriore nella costruzione di una rete di volontariato motociclistico riconosciuto e organizzato. Affiliati e tesserati FMI vengono così coinvolti in un percorso che supera il confine dell’attività sportiva e del turismo, mettendo le proprie competenze di guida avanzata al servizio dell’interesse pubblico.
Nelle dichiarazioni successive alla firma, entrambe le presidenze hanno rimarcato come l’intesa nasca da esperienze operative già vissute sul campo, in particolare in Abruzzo e nell’area di Rigopiano, dove le capacità dei motociclisti FMI erano state impiegate in scenari emergenziali complessi. La formalizzazione della collaborazione consente ora di sistematizzare quell’esperienza, estendendola a tutto il territorio nazionale.
L’accordo tra CNSAS e FMI consolida così un modello di cooperazione in cui il mondo delle moto assume un ruolo sempre più rilevante nel sistema di protezione civile italiano, con benefici diretti per la sicurezza e l’assistenza alle comunità in situazioni critiche.