10 Febbraio 2026

Abruzzo, riaprono alle moto le 25 provinciali chiuse dopo l’incidente

Le 25 strade provinciali dell’Aquilano chiuse alle due ruote dopo il tragico incidente di aprile stanno per riaprire al traffico di cicli e motocicli. Un percorso di confronto tra istituzioni locali, e industria di settore ha portato a una soluzione che punta a conciliare sicurezza, mobilità e rilancio turistico del territorio.

Riapertura in 15 giorni e lavori urgenti sulla rete viaria

L’11 maggio, in un incontro istituzionale a cui hanno partecipato il Presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, il Consigliere delegato alla Viabilità Gianluca Alfonsi, i rappresentanti della e di Confindustria ANCMA, è arrivata la svolta sul caso delle strade chiuse ai motociclisti.

La Provincia ha garantito che i 25 tratti interessati dal divieto verranno riaperti alle due ruote entro quindici giorni lavorativi. La riapertura sarà progressiva e legata all’avanzamento dei lavori di ripristino del manto stradale e all’installazione della segnaletica necessaria a garantire standard minimi di sicurezza, con limiti di velocità e specifici avvisi di pericolo.

Per questi primi interventi l’amministrazione ha già stanziato risorse immediate, mentre sono previsti ulteriori investimenti per un totale di 18 milioni di euro, destinati a opere più strutturali di rifacimento integrale della sede stradale. L’obiettivo dichiarato è intervenire alla radice sulle criticità del reticolo viario provinciale, spesso utilizzato dai motociclisti sia per gli spostamenti quotidiani sia per il turismo su due ruote.

Dalla protesta al dialogo: il ruolo della FMI

La decisione di chiudere le strade alle moto era arrivata dopo un incidente mortale avvenuto tra Barrea e Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Un provvedimento drastico che aveva subito innescato forti proteste nel mondo motociclistico, a partire dal Comitato Regionale FMI Abruzzo guidato da Elvio Fortuna.

Dalla prima reazione critica si è passati rapidamente a un lavoro di confronto con la Provincia, sostenuto e seguito quotidianamente anche dal presidente federale Giovanni Copioli. Il risultato principale di questo percorso non è solo la riapertura delle strade, ma la costruzione di un canale di dialogo stabile tra chi amministra il territorio e chi lo vive su due ruote.

Nel corso dell’incontro sono stati gettati i presupposti per un rapporto di collaborazione permanente tra il Comitato Regionale FMI Abruzzo e la Provincia dell’Aquila, con alcuni punti chiave già delineati:

  • progetti congiunti su educazione e sicurezza stradale dedicati in particolare ai motociclisti
  • un protocollo d’intesa per la gestione delle emergenze legate a viabilità, territorio e ambiente
  • la presenza stabile di un rappresentante motociclista, senza diritto di voto, in Commissione Viabilità provinciale
  • coinvolgimento attivo della comunità biker nelle segnalazioni e nelle proposte per la sicurezza
  • monitoraggio condiviso dei tempi e della qualità degli interventi sulle strade

Il Comitato FMI Abruzzo presenterà un piano operativo per tradurre queste linee in iniziative concrete sul territorio.

Impatto economico, turismo e immagine del territorio

Durante il confronto con la Provincia è emerso con forza anche il tema economico. Il rappresentante di Confindustria ANCMA, Michele Moretti, ha illustrato agli amministratori le preoccupazioni dell’industria motociclistica di fronte a una chiusura generalizzata delle provinciali, sottolineando il peso che il turismo su due ruote ha per le aree interne e montane.

L’Abruzzo e in particolare la provincia dell’Aquila sono infatti da anni una meta molto frequentata dai motociclisti, attirati da curve, panorami e paesi dell’Appennino. Il blocco alle due ruote avrebbe rischiato di compromettere una fetta importante dei flussi turistici, con ricadute dirette su strutture ricettive, ristorazione e servizi dell’indotto.

Il presidente FMI Abruzzo Elvio Fortuna ha evidenziato come questa vicenda abbia danneggiato l’immagine della provincia agli occhi dei motociclisti italiani, e come ora sia necessario un lavoro di rilancio mirato. L’idea è quella di utilizzare in modo massiccio canali social e media per comunicare la riapertura delle strade, gli interventi effettuati e il rinnovato impegno sul fronte sicurezza, con l’obiettivo di riportare i bikers in questi luoghi.

La FMI, pur esprimendo soddisfazione per i risultati raggiunti, ha annunciato che continuerà a vigilare sul rispetto delle tempistiche promesse e sulla qualità dei lavori. Per il movimento motociclistico, abruzzese e nazionale, questa vicenda rappresenta un precedente significativo: la conferma che la sicurezza sulle strade non può essere affrontata con divieti indiscriminati, ma attraverso investimenti, responsabilità condivise e un confronto continuo tra istituzioni e utenti.