Accordo FMI–CNSAS, i motociclisti al servizio del soccorso alpino
La Federazione Motociclistica Italiana e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del CAI hanno siglato a Milano un Protocollo d’Intesa che mette le competenze dei motociclisti al servizio delle operazioni di soccorso e della Protezione Civile. Un passo che rafforza il ruolo del motociclismo nel volontariato organizzato, soprattutto nei contesti più difficili e isolati.
Un protocollo che unisce moto e soccorso in montagna
L’accordo è stato firmato il 26 giugno presso la sede nazionale del CNSAS dal presidente Maurizio Dellantonio e dal presidente FMI Giovanni Copioli. L’intesa prevede una collaborazione immediata e strutturata tra i due enti, fondata sullo scambio di esperienze e sulla formazione incrociata di operatori e volontari.
Da un lato, la FMI metterà a disposizione i propri istruttori per addestrare il personale del CNSAS all’uso dei mezzi a motore in ambiente critico: veicoli da neve come motoslitte e quad cingolati, ma anche moto e quad per il fuoristrada. Dall’altro, il Soccorso Alpino formerà i motociclisti FMI sugli aspetti operativi legati alle emergenze, con particolare attenzione agli interventi complessi in zone impervie.
Obiettivo comune è incrementare l’efficacia del soccorso, costruendo squadre capaci di muoversi rapidamente su terreni difficili, dalla montagna innevata alle aree colpite da eventi calamitosi, sempre nel rispetto dei ruoli e delle competenze istituzionali di ciascun soggetto.
Il ruolo dello SMIE nelle emergenze
Cuore operativo dell’intesa, sul fronte motociclistico, sarà lo SMIE, il Supporto Motociclistico alle Istituzioni nelle Emergenze. Si tratta di una struttura composta da volontari FMI altamente specializzati nella guida del proprio mezzo in condizioni estreme, già attiva da tempo in ambito di Protezione Civile.
In occasione di eventi emergenziali, i motociclisti dello SMIE potranno essere impiegati dal CNSAS per supportare le operazioni di ricerca, soccorso e collegamento in aree di difficile accesso ai mezzi tradizionali. Un impiego che si è già dimostrato prezioso in contesti reali come l’Abruzzo e l’area di Rigopiano, dove le capacità di movimento rapido su terreni critici hanno permesso di aggirare strade interrotte e condizioni meteo avverse.
Il rafforzamento di questa collaborazione è stato valutato positivamente anche dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile: alla firma dell’intesa era presente il dirigente dell’Ufficio Volontariato, Massimo La Pietra, che ha riconosciuto il valore dell’alleanza tra due realtà cardine del volontariato organizzato in Italia.
- Formazione congiunta tra istruttori FMI e tecnici CNSAS
- Impiego di moto, quad, motoslitte e mezzi cingolati in scenari critici
- Supporto dello SMIE alle operazioni di Protezione Civile
- Maggiore rapidità di intervento in aree impervie e isolate
- Valorizzazione del volontariato motociclistico strutturato
Volontariato motociclistico sempre più strutturato
Per il Soccorso Alpino, da sempre impegnato in interventi in quota e in cavità spesso difficili da raggiungere, l’accordo rappresenta la possibilità di contare su un supporto aggiuntivo e altamente mobile, in grado di colmare i limiti logistici dei mezzi tradizionali. Per la FMI, attraverso il Dipartimento di Politiche Istituzionali, è un ulteriore tassello nel percorso di costruzione di una rete di volontariato organizzato che coinvolge affiliati e tesserati in attività di pubblica utilità.
Le parole dei presidenti sottolineano la valenza dell’intesa sia sul piano operativo sia su quello sociale. Da un lato, la FMI rivendica un ruolo sempre più attivo nei territori e nella gestione delle emergenze, consolidando la vocazione del motociclismo come risorsa per la collettività. Dall’altro, il CNSAS evidenzia come l’esperienza maturata con i motociclisti sul campo abbia già dimostrato la loro utilità e come questo passo consenta di elevare ulteriormente la qualità del servizio reso alle comunità locali.
L’accordo tra FMI e CNSAS fotografa un’evoluzione importante: la moto non solo come mezzo di passione e sport, ma come strumento operativo al servizio del soccorso, integrato stabilmente nelle strategie nazionali di Protezione Civile. Un segnale concreto di come il mondo delle due ruote possa incidere in modo diretto sulla sicurezza e sul supporto alle popolazioni colpite da emergenze.