Mercato moto a gennaio: segnale positivo ma quadro ancora incerto

Il mercato delle due ruote inizia l’anno con un segnale positivo, ma senza certezze sul reale andamento dei prossimi mesi. I dati di gennaio diffusi da Confindustria ANCMA mostrano una crescita complessiva del 6,5% su base annua, risultato che AICMOTO invita però a leggere con prudenza, ricordando il peso limitato di questo mese sull’intero esercizio.
Numeri in crescita, ma la fotografia è parziale
Secondo l’analisi di AICMOTO, l’andamento di gennaio restituisce un mercato sostanzialmente stabile, con la crescita sostenuta in particolare dal recupero dei ciclomotori. Scooter e moto, invece, mostrano dinamiche più sfumate e meno omogenee, delineando uno scenario complesso da interpretare sulla sola base di un mese.
Il confronto con gennaio 2025 appare inoltre condizionato da una base statistica debole, influenzata dagli effetti dell’introduzione della normativa Euro 5+, che aveva inciso sui volumi immatricolati. Se si allarga lo sguardo al 2023, indicato come ultimo anno normalizzato per il settore, emerge una lieve flessione dei volumi complessivi, a conferma di un quadro ancora lontano da una crescita strutturale.
Per il presidente di AICMOTO Attilio Pogliani, il risultato di gennaio rappresenta un segnale di prudente ottimismo, più vicino a una valutazione di incoraggiamento che a una vera inversione di tendenza. A pesare sulla lettura del dato è soprattutto la consapevolezza che la parte più rilevante delle vendite si concentra nei mesi centrali dell’anno, quando il clima favorevole e le iniziative commerciali incidono maggiormente sulle scelte d’acquisto.
Le criticità: territorio, concentrazione e usato fermo
Accanto ai numeri positivi, AICMOTO richiama l’attenzione su alcune criticità strutturali che continuano a caratterizzare il mercato italiano delle due ruote. In primo piano c’è l’andamento non omogeneo a livello territoriale, con aree più dinamiche affiancate da zone dove le immatricolazioni restano deboli, creando forti squilibri tra i diversi bacini di utenza.
Un altro elemento di fragilità è la concentrazione delle vendite su pochi mercati e su un numero limitato di modelli. Questo fenomeno tende a polarizzare l’offerta, lascia minore spazio alle nicchie e aumenta l’esposizione al rischio dei concessionari che operano su segmenti meno trainanti o in contesti locali più difficili.
Non meno rilevante è la situazione del mercato dell’usato, che AICMOTO descrive come statica. La scarsa dinamicità del second hand limita le possibilità di rotazione del parco circolante, riduce le opportunità di ingresso per nuovi utenti e condiziona il ricambio generazionale, con ricadute sull’intera filiera distributiva.
Il ruolo dei dati e le richieste della rete distributiva
In questo scenario, l’associazione dei concessionari sottolinea la necessità di disporre di strumenti informativi più precisi e capillari. AICMOTO considera strategica la disponibilità di dati di mercato puntuali e territoriali, ritenuti indispensabili per consentire alla rete vendita di pianificare in modo efficace le attività commerciali e allocare correttamente i budget.
- Monitoraggio costante dell’andamento reale del mercato
- Dati aggiornati e segmentati per area geografica
- Pianificazione commerciale coerente con il potenziale locale
- Confronto trasparente tra concessionari e brand rappresentati
- Maggiore attenzione alle esigenze operative delle reti vendita
AICMOTO conferma l’impegno a rappresentare con continuità le istanze della rete distributiva presso istituzioni e stakeholder del settore, con l’obiettivo di riportare il confronto su basi operative concrete. L’associazione punta a favorire decisioni più aderenti alla quotidianità dei concessionari, considerati l’anello centrale e più esposto della filiera, sia in termini di investimento economico sia di presidio diretto del rapporto con il cliente finale.
In attesa dei mesi clou della stagione, il quadro che emerge è quindi quello di un avvio d’anno incoraggiante ma ancora privo di indicazioni definitive. Per capire se il 2026 potrà segnare una reale fase di consolidamento o di rilancio per il mercato delle due ruote, sarà necessario attendere l’evoluzione delle immatricolazioni primaverili ed estive, quando si misurerà davvero la tenuta della domanda.