WorldSBK Phillip Island 2026, Bulega fa tripletta con le Pirelli

Nicolò Bulega apre la stagione 2026 del Mondiale Superbike con una tripletta da manuale a Phillip Island, imponendosi in Gara 1, Superpole Race e Gara 2 sotto la pioggia. Un weekend che conferma il binomio Ducati–Pirelli come riferimento tanto sull’asciutto quanto sul bagnato, e che regala anche una Supersport decisa da una scommessa azzeccata sugli pneumatici.
Tripletta di Bulega tra asciutto e pioggia
Il round australiano ha visto Bulega e la Ducati del team Aruba.it Racing dominare ogni condizione. Dopo il successo in Gara 1, il pilota italiano ha replicato nella Gara Superpole, ancora su pista asciutta, scegliendo al posteriore la specifica di sviluppo D0922 in mescola medium. Alle sue spalle le Bimota di Axel Bassani e Alex Lowes hanno optato per l’alternativa E0829, a testimonianza di un ventaglio di soluzioni competitive messe a disposizione da Pirelli.
All’anteriore, in tutte le sessioni e gare asciutte del weekend, il gruppo ha puntato compatto sulla mescola soft SC1, diventata il riferimento sulla veloce e impegnativa pista di Phillip Island. Bulega ha firmato anche il giro veloce della Gara Superpole in 1’28.688 al settimo passaggio; nonostante qualche goccia di pioggia nel finale, la corsa è risultata complessivamente 2,7 secondi più rapida rispetto all’edizione 2025.
Nel pomeriggio, la pioggia ha imposto una scelta obbligata per Gara 2: tutti i piloti sono scattati con Pirelli DIABLO Rain. Anche sul bagnato Bulega ha confermato il proprio stato di forma, costruendo un margine superiore agli 11 secondi su Bassani, ancora una volta secondo, e su Alvaro Bautista, terzo con la Ducati. Una dimostrazione di adattamento totale alle condizioni mutevoli e di grande confidenza con le coperture rain su una pista che, per velocità e carichi, resta tra le più severe del calendario.
Pirelli tra sviluppo slick e conferme sul bagnato
Per la casa milanese il weekend australiano è stato un banco di prova completo per l’intera gamma racing. Le due specifiche posteriori DIABLO Superbike in mescola medium si sono rivelate entrambe efficaci, come dimostrano le diverse combinazioni scelte dai piloti a podio tra Ducati e Bimota.
Non meno significative le indicazioni arrivate dai DIABLO Rain, protagonisti di Gara 2 in Superbike e di una parte della corsa Supersport. Su un tracciato tradizionalmente impegnativo per il degrado, le rain hanno garantito grip e costanza, permettendo ai piloti di mantenere un ritmo elevato in sicurezza fino alla bandiera a scacchi.
Dalle analisi Pirelli emergono alcuni punti chiave del weekend di Phillip Island:
- ottima competitività delle nuove specifiche posteriori slick D0922 ed E0829 in condizioni di asciutto;
- comportamento estremamente costante della SC1 anteriore su tutto il weekend;
- prestazioni convincenti dei DIABLO Rain anche su un asfalto molto esigente;
- tempi gara complessivi in miglioramento rispetto al 2025 nonostante il meteo variabile;
- ampio margine di scelta per i team, con più soluzioni realmente utilizzabili in gara.
Pirelli sottolinea inoltre il valore dei risultati ottenuti dai piloti dei team indipendenti. Oltre a Bulega e al team ufficiale Ducati, vengono messi in evidenza i podi conquistati da Alvaro Bautista, Andrea Montella e Lorenzo Baldassarri, capaci di inserirsi stabilmente nelle posizioni che contano e di dare ulteriore profondità al lavoro di sviluppo sulle coperture.
Supersport: Arenas vince scommettendo sulle slick
Se in Superbike il copione è stato dominato da Bulega, la classe WorldSSP ha offerto una gara 2 decisamente più caotica, con la gestione degli pneumatici al centro della scena. Su una pista dichiarata bagnata, Albert Arenas ha scelto di partire con le slick Pirelli, affiancato nella stessa strategia da Aldi Mahendra, Matteo Ferrari, Andrea Giombini e Dominique Aegerter.
La maggior parte del gruppo ha invece optato per le rain, confidando in un meteo più incerto. Ma l’asfalto di Phillip Island ha iniziato ad asciugarsi rapidamente, ribaltando i valori in pochi giri: i piloti su slick sono stati favoriti e chi era partito con le gomme da bagnato è stato costretto a rientrare ai box per il cambio. L’unica eccezione è stata Xavier Cardelús, che ha disputato tutta la corsa con pneumatici rain, pagando però dazio sul passo nella seconda metà di gara.
Arenas ha così centrato la vittoria davanti a Mahendra, straordinario secondo dopo essere scattato dall’ultima casella in griglia, e a Ferrari, terzo con la Ducati. Giombini ha chiuso quarto con la MV Agusta, completando un poker di piloti premiati dall’azzardo iniziale sulle slick. Un epilogo che conferma quanto la lettura delle condizioni della pista e il dialogo con il fornitore unico siano ormai elementi decisivi nella gestione strategica dei weekend iridati.
Tra una Superbike dominata da Bulega e una Supersport decisa dalla scommessa sugli pneumatici, Phillip Island consegna a Pirelli un avvio di stagione in cui tanto le slick quanto le rain dimostrano affidabilità, versatilità e un livello di prestazioni già molto vicino al massimo potenziale.