MotoGP Australia, Phillip Island saluta con una sfida ai freni

Il GP Australia MotoGP 2026 segna l’ultima presenza di Phillip Island nel calendario iridato prima del trasferimento ad Adelaide.
Il GP Australia MotoGP segna un passaggio importante per il calendario iridato: l’edizione 2026 sarà infatti l’ultima disputata a Phillip Island, prima del trasferimento della tappa australiana ad Adelaide dal 2027. Il circuito affacciato sull’oceano ospita il suo 30° Gran Premio, primato assoluto tra le piste situate fuori dall’Europa, e apre una sequenza di tre appuntamenti consecutivi decisiva nella fase conclusiva della stagione.
Per piloti e squadre, il round australiano arriva in un momento delicato del campionato. Dopo la tripla trasferta ci sarà una settimana di pausa, utile per recuperare in vista degli ultimi due Gran Premi dell’anno. Phillip Island resta però una tappa dalle caratteristiche molto specifiche: il tracciato premia la scorrevolezza, impone velocità medie elevate e presenta un impegno relativamente contenuto per gli impianti frenanti.
GP Australia MotoGP, Phillip Island è il meno severo sui freni
Secondo le rilevazioni Brembo, il Phillip Island Circuit è il tracciato meno impegnativo della stagione MotoGP 2026 per quanto riguarda la frenata. Sui 4,448 km del circuito australiano sono previste appena sei sezioni di frenata per giro, per un totale di 22,2 secondi, un dato che porta l’indice di difficoltà a 1 su una scala da 1 a 6.
Il valore va letto alla luce della natura del tracciato, composto da curve veloci e raccordate che consentono alle moto di mantenere un ritmo molto alto. Soltanto una staccata rientra nella categoria High, mentre due sono considerate Medium e tre Light. Nessun punto della pista richiede un carico sulla leva pari o superiore a 4,5 kg, un elemento che distingue Phillip Island da altri appuntamenti del calendario, dove le ripetute decelerazioni rappresentano uno dei principali fattori tecnici e fisici del weekend.
- Lunghezza del circuito: 4,448 km
- Indice di difficoltà per i freni: 1 su 6
- Frenate per giro: 6
- Tempo complessivo in frenata: 22,2 secondi
- Staccate High: 1
- Staccate Medium e Light: 2 e 3
Il dato non diminuisce il valore della sfida australiana, perché su una pista così veloce precisione e costanza restano fondamentali. Le moto arrivano spesso alle curve con velocità molto elevate e i piloti devono sfruttare al meglio ogni fase di decelerazione per preparare l’ingresso e conservare velocità di percorrenza.
La prima curva di Phillip Island è la staccata chiave
Il punto più impegnativo per l’impianto frenante è la prima curva, intitolata a Mick Doohan. Qui le MotoGP passano da 344 a 179 km/h in 4,2 secondi, percorrendo 293 metri durante la frenata. Il pilota applica un carico di 4,4 kg sulla leva, mentre la decelerazione raggiunge 1,5 g.
In questa fase la pressione del liquido freno Brembo arriva a 9,5 bar e la temperatura dei dischi in carbonio può toccare i 750 °C. Sono valori che raccontano bene il contrasto insito nel circuito australiano: nel complesso il tracciato non sollecita a lungo l’impianto, ma la sua frenata più importante richiede comunque controllo e precisione assoluti, soprattutto considerando la velocità con cui si arriva alla curva iniziale.
Il legame tra Turn 1 e Doohan ha anche una rilevanza tecnica. Dopo il grave infortunio al piede destro subito ad Assen nel 1992, il campione australiano si trovò a dover gestire una ridotta funzionalità dell’arto. Per aiutarlo venne sviluppata la pompa pollice, che permette di comandare il freno posteriore con la mano sinistra. Oggi questa soluzione è utilizzata da numerosi piloti della classe regina, mentre altri scelgono la pompa indice. In entrambi i casi, il comando supplementare può offrire benefici non soltanto in frenata, ma anche in accelerazione e nella percorrenza di curva.
Brembo e i ricordi italiani del GP Australia MotoGP
L’ultima tappa di Phillip Island porta con sé anche una statistica significativa: le 27 precedenti edizioni del GP Australia della classe regina disputate sul circuito sono state vinte da moto dotate di freni Brembo. Il pilota più vincente sulla pista australiana rimane Valentino Rossi, autore di otto successi complessivi tra 500, 250 e MotoGP.
Il fuoriclasse di Tavullia ha conquistato cinque vittorie in MotoGP, due nella 250 e una nella 500, salendo sul gradino più alto del podio australiano con Aprilia RS250, Honda NSR500, Honda RC211V e Yamaha YZR-M1. Un percorso che attraversa epoche e categorie differenti, sempre con impianti frenanti Brembo.
Phillip Island evoca anche un periodo particolarmente favorevole per i colori italiani. Dal 2000 al 2006, i piloti italiani vinsero sette gare consecutive tra 500 e MotoGP: Max Biaggi aprì la serie, Valentino Rossi firmò le cinque affermazioni seguenti e Marco Melandri completò la sequenza. Nelle 17 edizioni successive, invece, è arrivato un solo successo italiano.
L’eventuale ritorno alla vittoria di un pilota italiano avrebbe quindi un peso simbolico ulteriore. Due settimane prima del round australiano, in Indonesia, l’Italia è diventata la prima nazione a raggiungere quota 300 vittorie nella classe regina grazie ai suoi piloti. Di queste, 199 sono state ottenute con freni Brembo e hanno coinvolto 15 piloti diversi. L’ultima gara di Phillip Island chiude così un capitolo importante del Motomondiale, tra numeri tecnici, memoria sportiva e l’attesa per il futuro appuntamento di Adelaide.
