Marini porta la Honda al quinto posto nel caotico GP d’Ungheria

Luca Marini su Honda RC213V del team HRC Castrol al GP d'Ungheria

Luca Marini ha chiuso quinto al GP d'Ungheria, eguagliando il suo miglior risultato con la Honda RC213V.

Il d’Ungheria 2026 al Balaton Park si è trasformato in una lotteria già alla prima curva, con una maxi-caduta che ha stravolto i valori in pista. In questo scenario, Luca Marini ha centrato il suo miglior risultato con la , chiudendo quinto, mentre il compagno di squadra Joan Mir è stato costretto al ritiro dopo una caduta causata da un danno alla moto.

Miglior risultato con la Honda per Marini al Balaton Park

Quando si sono spente le luci del semaforo, la temperatura rovente dell’asfalto ungherese è stata subito eguagliata dalla concitazione in pista: un contatto multiplo in ingresso di Curva 1 ha coinvolto diversi favoriti, aprendo la gara a scenari inattesi. I due piloti Castrol sono riusciti a evitare l’incidente e si sono ritrovati immediatamente nel gruppo in lotta per il podio.

Marini, fedele al suo stile lucido e calcolatore, ha saputo capitalizzare il caos iniziale. Nelle prime tornate si è messo alla caccia di Jack Miller, riuscendo a superarlo a gara inoltrata e puntando poi alla terza posizione occupata da Francesco . Il gap era consistente, ma l’italiano ha iniziato a limarlo giro dopo giro, dimostrando una RC213V più competitiva rispetto alle uscite precedenti.

Nel finale, però, l’attenzione di Marini è stata richiamata dagli specchietti: alle sue spalle stava arrivando forte Ai Ogura, protagonista di una rimonta aggressiva. Dopo un duello serrato, il giapponese è riuscito ad avere la meglio, relegando Marini al quinto posto. Un risultato comunque di grande peso, che eguaglia il suo miglior piazzamento assoluto con la Honda HRC e rappresenta la terza top 5 stagionale sulla RC213V.

Con i punti incassati in Ungheria, il numero 10 si avvicina alla top ten iridata: ora il distacco da Fermín Aldeguer è di soli sette punti, un segnale concreto della crescita del binomio Marini-Honda nella parte centrale del campionato.

Mir competitivo, ma un danno tecnico spegne la rimonta

L’altra faccia del weekend ungherese per la Honda HRC Castrol è quella di Joan Mir, che dopo il caos di Curva 1 si era ritrovato stabilmente in zona top ten. Lo spagnolo stava conducendo una gara solida, gestendo il passo e le pressioni degli pneumatici alle spalle del collega Honda LCR Diogo Moreira.

Un contatto con Enea Bastianini ha però cambiato il corso della sua gara: Mir ha avvertito subito un comportamento anomalo della moto, ipotizzando un danno alla pedana. Nonostante il tentativo di proseguire e mantenere il ritmo, un’improvvisa caduta lo ha tradito quando occupava l’ottava posizione, proprio alle spalle di Moreira.

Fortunatamente il campione del mondo 2020 è uscito illeso dall’episodio, ma con il rammarico di aver perso una concreta opportunità di risultato pesante. Dalla sua, il box sottolinea comunque l’aspetto positivo del fine settimana ungherese: il lavoro di setup svolto tra prove e gara ha permesso di chiarire alcuni dubbi tecnici che la squadra si portava dietro dalle tappe precedenti.

Queste conferme, raccolte in condizioni di gara reali, sono considerate fondamentali per affrontare con maggiore direzione tecnica la seconda metà della stagione, nella speranza di trasformare il potenziale mostrato da Mir in piazzamenti stabilmente in top 10.

Honda guarda ai prossimi GP dopo il miglior risultato di Marini

Il week-end ungherese si chiude quindi con un bilancio agrodolce per la struttura HRC: da un lato il miglior risultato con la Honda eguagliato da Marini, che consolida fiducia nel progetto RC213V; dall’altro il ritiro di Mir, arrivato proprio nel momento in cui lo spagnolo sembrava aver trovato una base tecnica più solida.

Dopo il doppio impegno ravvicinato tra Mugello e Balaton Park, il team Honda HRC Castrol potrà ora beneficiare di una breve pausa prima di tornare in pista per un altro back-to-back, questa volta su due tracciati classici del come Brno e Assen. Saranno due appuntamenti chiave per misurare la tenuta dei progressi mostrati finora e capire se Marini potrà definitivamente affermarsi in top ten iridata e se Mir riuscirà a trasformare il potenziale in risultati concreti.

La sensazione è che, pur in una stagione ancora in salita per Honda, la gara del Balaton Park abbia offerto segnali incoraggianti: gestione del caos iniziale, passo gara più competitivo e una direzione di sviluppo più chiara. Il prossimo banco di prova dirà se quanto visto in Ungheria è stato un episodio favorevole o l’inizio di una progressione più stabile per la casa dell’ala dorata.