Marini sfiora la top ten, Honda HRC Castrol soffre nella Sprint ungherese

Luca Marini su Honda RC213V durante la Sprint MotoGP Ungheria al Balaton Park

Luca Marini ha chiuso la Sprint in dodicesima posizione; il team lavora su grip e vibrazioni in vista della gara lunga.

Nel sabato del d’Ungheria al Balaton Park Circuit, la Sprint MotoGP Ungheria conferma i progressi in qualifica di Luca Marini ma lascia ancora dubbi in casa Castrol. Il pilota italiano chiude dodicesimo dopo una buona partenza, mentre Joan Mir finisce quindicesimo al termine di una gara complicata da vibrazioni e scarso grip.

Sprint MotoGP Ungheria: Marini brilla in qualifica, fatica in gara

La giornata ungherese di HRC Castrol si apre con un segnale incoraggiante: Marini conquista il passaggio dalla Q1 alla Q2 grazie a un giro lanciato perfettamente sincronizzato nel finale della prima sessione. Con il tempo di 1’37.594, il numero 10 accede alla seconda fase delle qualifiche e replica poi il proprio miglior risultato stagionale in qualifica, il nono posto in griglia.

Dalla terza fila, Marini scatta bene allo spegnersi dei semafori della Sprint sui 13 giri. Nelle prime tornate prova a difendere la posizione dagli attacchi di avversari del calibro di Moreira e Bastianini, cercando di restare agganciato al gruppo dei primi dieci. La fase centrale di gara lo vede impegnato in un duello serrato con Fabio Di Giannantonio, confronto che però gli fa perdere contatto con il trenino della top ten.

Alla bandiera a scacchi Marini chiude dodicesimo, fuori dalla zona punti della Sprint ma con la consapevolezza di aver ritrovato velocità sul giro secco. Le sue indicazioni tecniche sono chiare: serve lavorare soprattutto su grip e capacità di far voltare la RC213V, oltre che sulla scelta gomme in funzione delle temperature, particolarmente elevate nel pomeriggio ungherese.

Mir sfiora la Q2 e lotta con vibrazioni e calo di grip

Giornata in chiaroscuro per Joan Mir, che vede sfumare la Q2 per soli 0,162 secondi. Lo spagnolo è così costretto a partire dalla tredicesima casella, in quinta fila, per la Sprint del Balaton Park. Al via prova a compensare la posizione arretrata forzando la staccata di curva 1 per agganciarsi subito al ritmo del compagno di squadra.

La sua gara però si complica rapidamente: Mir lamenta forti vibrazioni sulla sua RC213V, che lo costringono a guidare al di sotto del limite desiderato. Un piccolo errore nel corso dei primi giri gli costa diverse posizioni, facendolo scivolare verso il fondo del gruppo. Da lì in avanti l’obiettivo diventa soprattutto portare la moto al traguardo, restando il più possibile nella scia di Marini per raccogliere dati utili in vista della gara lunga.

Mir taglia il traguardo in quindicesima posizione, fuori dai punti e ancora alla ricerca di un comportamento più prevedibile del pacchetto tecnico. Anche per lui le priorità sono migliorare il feeling sull’anteriore, ridurre le vibrazioni e adattarsi alle variazioni delle condizioni della pista tra mattina e pomeriggio, che in Ungheria si sono rivelate particolarmente marcate.

Verso la gara lunga: obiettivo punti per Honda HRC Castrol

La domenica del Gran Premio d’Ungheria offrirà a Marini e Mir l’ultima occasione del weekend per trasformare il lavoro fatto al Balaton Park in punti iridati. I 26 giri della gara principale rappresentano una sfida importante per Honda HRC Castrol, chiamata a confermare i segnali di crescita del sabato e a limitare il gap dalle moto di vertice.

Dal box trapela una direzione di lavoro piuttosto definita, che ruota attorno a pochi obiettivi concreti:

  • ottimizzare il grip, soprattutto in condizioni di asfalto caldo
  • migliorare la capacità di inserimento e di percorrenza in curva
  • ridurre vibrazioni e instabilità in frenata e in uscita di curva
  • scegliere la combinazione di gomme più adatta alla distanza gara
  • confermare i progressi mostrati da Marini in qualifica

Per entrambi i piloti la priorità sarà trovare costanza sul passo, elemento finora carente rispetto a quanto mostrato sul giro secco. La Sprint MotoGP Ungheria ha evidenziato il potenziale della RC213V in condizioni ideali ma anche i limiti ancora presenti sulla distanza, soprattutto quando il livello di aderenza cala.

Con il Mondiale 2026 ancora lungo e margini di sviluppo aperti, il Gran Premio d’Ungheria diventa così un banco di prova cruciale per misurare la reazione del progetto Honda HRC Castrol nella parte centrale della stagione.