Suzuki Grand Vitara seconda al Raid of the Champions ungherese

Suzuki chiude il 2019 internazionale confermando la propria competitività anche fuori dai confini italiani: al Raid of the Champions in Ungheria, ultima prova del FIA Central European Zone, Lorenzo Codecà e Mauro Toffoli hanno conquistato il secondo posto assoluto e di Gruppo T1 con la Suzuki Grand Vitara 3.6 V6 T1. Un risultato che dà respiro europeo ai dieci titoli italiani Cross Country già in bacheca.
Trasferta internazionale per celebrare il decimo titolo
Dopo aver dominato l’ultimo decennio nel campionato italiano Cross Country, il team legato alla filiale italiana di Suzuki ha scelto il Raid of the Champions come occasione per festeggiare il decimo titolo Tricolore di specialità conquistato nel luglio 2019 da Codecà. La partecipazione alla gara ungherese, inserita nella serie FIA Central European Zone, è stata pensata come una “uscita celebrativa” con un obiettivo preciso: misurare la Grand Vitara 3.6 V6 T1 e la tecnologia 4×4 AllGrip in un contesto internazionale di alto livello.
Il contesto non era dei più semplici. Al via si presentavano equipaggi polacchi, cechi, ungheresi e sloveni con prototipi e vetture da oltre 500 cavalli, costruiti espressamente per i raid più duri. In questo scenario, la Grand Vitara ha dovuto puntare su affidabilità, trazione e costanza di rendimento più che sulla pura potenza.
Dal quarto al secondo posto in una gara sempre più estrema
Il tracciato del Raid of the Champions, disegnato nella provincia di Veszprém con arrivo a Nyirá d, prevedeva 320 chilometri cronometrati su un percorso medio veloce, morbido e pieno di “dossi in piena”. Le condizioni meteo hanno complicato ulteriormente la sfida: la pioggia costante ha trasformato le prove in un pantano fangoso, rendendo ancora più importante la motricità della trazione integrale AllGrip.
Codecà e Toffoli hanno costruito il risultato con una progressione lineare. Partiti nelle posizioni di vertice, sono risaliti dalla quarta alla terza posizione, fino al secondo posto assoluto sotto la bandiera a scacchi. Una gara gestita con intelligenza, senza errori gravi in un contesto in cui era fin troppo facile restare impantanati o farsi sorprendere dall’infinita sequenza di dossi affrontati a piena velocità e spesso a visibilità ridotta dal fango sollevato dagli avversari da superare.
Determinante anche il lavoro del box. Il team Emmetre Racing ha dovuto intervenire alla fine della seconda tappa sostituendo il differenziale anteriore della Grand Vitara, messo a dura prova dal ritmo imposto da Codecà per recuperare posizioni. L’operazione è stata completata senza compromettere la strategia di gara, confermando l’organizzazione e la professionalità della squadra italiana.
La classifica finale ha visto il successo dell’equipaggio ceco formato da Zdenek Porizek e Pavel Vaculik (Ford F 150 T1.1), con Codecà-Toffoli secondi a 15 minuti e 32 secondi e terzo gradino del podio per gli ungheresi Imre Varga e József Toma (Nissan Navara T1.1). Per Suzuki, un piazzamento dal forte valore simbolico, ottenuto alle spalle di un prototipo e davanti a concorrenti dotati di mezzi più estremi.
Grand Vitara e AllGrip, la conferma oltre i confini nazionali
Il risultato ungherese aggiunge un tassello importante alla storia recente di Suzuki nel Cross Country. Se in Italia la Grand Vitara ha già dimostrato in più occasioni la sua competitività, il Raid of the Champions ha offerto la prova che il pacchetto tecnico può reggere il confronto anche nelle competizioni della zona centrale europea.
Su un terreno diventato progressivamente viscido e insidioso, la combinazione fra robustezza del telaio, motore 3.6 V6 T1 e trazione integrale AllGrip ha permesso all’equipaggio di spingere con decisione quando serviva, senza compromettere l’affidabilità. Il secondo posto, ottenuto in una gara dove la gestione del rischio è stata decisiva, consolida l’immagine della Grand Vitara come vettura capace di affrontare raid duri e selettivi.
Per il team italiano la trasferta in Ungheria chiude idealmente un ciclo di successi, confermando la bontà delle scelte tecniche e del lavoro svolto sul fronte sportivo. Un modo concreto per dare una dimensione internazionale a un progetto che, partito dai campi di gara italiani, continua a raccogliere risultati anche oltre confine.
- Secondo posto assoluto e di Gruppo T1 al Raid of the Champions
- Gara valida per il FIA Central European Zone
- Suzuki Grand Vitara 3.6 V6 T1 con trazione integrale AllGrip
- 320 km cronometrati su fondo reso estremo da pioggia e fango
- Competizione con prototipi da oltre 500 CV di vari team europei
- Trasferta celebrativa dopo il decimo titolo italiano Cross Country