9 Febbraio 2026

Africa Eco Race 2020, prima tappa ricca di sorprese in Marocco

Africa Eco Race 2020, prima tappa ricca di sorprese in Marocco

L’Africa Eco Race si è aperta con una prima tappa breve ma già decisiva, caratterizzata da un’accoglienza calorosa a Tangeri e da una speciale insidiosa che ha scompaginato i pronostici, soprattutto tra auto, SSV e camion. Le due ruote hanno vissuto una giornata relativamente lineare, mentre nelle altre categorie la navigazione ha creato subito distacchi importanti e un ordine d’arrivo inedito.

Accoglienza a Tangeri e via alla corsa

Dopo una traversata tranquilla del Mediterraneo a bordo del traghetto Smeralda Cruise, la carovana dell’Africa Eco Race è sbarcata al porto di Tangeri il 7 gennaio. Ad attendere equipaggi e mezzi un comitato d’accoglienza di alto livello, con banda musicale e colazione a buffet, coordinato dall’autorità portuale Tangeri Med. Un benvenuto che l’organizzazione ha definito il migliore ricevuto in dodici anni di storia della gara, sia dal punto di vista umano sia per l’efficienza delle procedure amministrative.

Le formalità doganali sono state completate in pochi minuti, permettendo alla prima moto, la del britannico Lyndon Poskitt, di lasciare il porto alle 8 per un trasferimento di 241 km verso Kenitra, località costiera non lontana da Rabat. Da qui, alle 11.31 in punto, è scattata la prima speciale cronometrata dell’edizione 2020: solo 23 km, sulla carta semplici, ma sufficienti a mettere in difficoltà molti concorrenti sul piano della navigazione.

Moto: Botturi davanti, giovani all’attacco

Nella categoria moto l’italiano ha iniziato l’Africa Eco Race nel migliore dei modi. In sella alla sua , pur con qualche errore di navigazione e senza forzare oltre misura, si è imposto con un margine di poco inferiore ai due minuti sulla KTM di Lyndon Poskitt. Terzo il norvegese Felix Jensen, staccato di oltre quattro minuti dal pilota bresciano.

Tra le note di rilievo figura la prestazione del polacco Konrad Dabrowski, figlio del noto rallista Marek: a soli 18 anni, il più giovane partecipante di questa edizione ha chiuso la giornata al quinto posto assoluto, candidandosi subito tra le rivelazioni della gara. La prima moto over 450 è stata la KTM di Jan Zatko, decimo nella generale delle due ruote.

Nella categoria dedicata ai piloti senza assistenza, la Motul Xtreme Rider, meglio conosciuta come malle moto, il francese Amaury Baratin ha preso il comando chiudendo quindicesimo assoluto. Nel complesso, per le moto la tappa non ha creato particolari drammi, ma ha iniziato a delineare i valori in campo su terreni veloci e di navigazione già impegnativa.

SSV protagonisti, auto e camion a inseguire

Se per le moto la giornata è filata via senza colpi di scena eccessivi, tra quattro ruote e camion la prima speciale è stata un vero banco di prova. Il fondo sabbioso ma compatto, segnato dal passaggio delle moto, ha prodotto una miriade di tracce ingannevoli che hanno complicato notevolmente la navigazione, generando errori diffusi e una classifica assolutamente inattesa.

I grandi protagonisti sono stati gli SSV, capaci di monopolizzare le posizioni di vertice. A firmare la speciale è stato l’olandese Sander Derikx, autore di una doppia prima volta: ha vinto il settore selettivo correndo da solo, senza copilota, e ha conquistato il primo successo assoluto per un Can-Am SSV in dodici anni di Africa Eco Race. Derikx ha preceduto di appena 16 secondi il Can-Am dei francesi Benoit Fretin e Cédric Duplé, con un altro equipaggio olandese, Ruud Vollebrecht e Frederik Meijer, terzo su un ulteriore SSV Can-Am.

Appena fuori dal podio per soli 17 secondi il Can-Am X3 di Alexandre Debanne e Patrick Lardeau, penalizzato dall’assenza del turbo. La prima vettura tradizionale si è piazzata solo in quinta posizione: il Bowler britannico di Alex Cole ed Emma Osman, sorpresa di giornata, che ha preceduto il Ford Raptor T2 dei russi Alexey Titov e Dmitry Pavlov e il Mitsubishi Pajero dei monegaschi Sébastien e Marc Leroy Remy, al debutto nella corsa africana.

Tra i camion, miglior crono per lo Scania dell’equipaggio ungherese formato da Miklos Kovacs, Lazlo Acs e Peter Czegledi, undicesimi assoluti nella classifica congiunta con auto e SSV. Hanno rifilato circa dieci minuti al GAZ russo di Boleslav Levitskii e Stanislav Dolgov e una quindicina di minuti al MAN dei belgi Patrick Hillewaere, Nikolas Dejonckere e Philip Helewaut, iniziando la loro avventura nella Africa Eco Race con un margine già significativo.

Nonostante la breve distanza, la speciale di apertura ha quindi creato distacchi importanti in tutte le categorie, dimostrando come, in Africa, anche pochi chilometri possano essere decisivi. Come ricorda spesso il direttore sportivo René Metge, però, è alla fine che si tirano le somme: la vera selezione comincerà con la seconda tappa, 368 km totali di cui 329 di prova speciale tra Tarda e Mhamid, una classica frazione marocchina dove chi ha perso tempo oggi avrà l’occasione di ribaltare la situazione.

  • Accoglienza record e procedure rapide al porto di Tangeri
  • Prima speciale di 23 km, breve ma molto selettiva in navigazione
  • Alessandro Botturi subito al comando tra le moto
  • Derikx firma la prima storica vittoria assoluta per un SSV Can-Am
  • Bowler britannico prima auto, Scania ungherese leader tra i camion
  • Seconda tappa Tarda–Mhamid con 329 km di speciale già decisiva