Carrasco fa la storia in WorldSSP300, Rea e Reiterberger protagonisti a Magny-Cours

Ana Carrasco entra nella storia del motociclismo mondiale a Magny-Cours, dove il round francese del Mondiale Superbike incorona anche Markus Reiterberger ultimo campione STK1000 e conferma il dominio di Jonathan Rea in classe regina. Per Pirelli il weekend diventa un banco prova strategico in vista delle nuove soluzioni racing 2019.
Carrasco, primo titolo mondiale femminile nel motociclismo
L’atto finale del Mondiale Supersport 300 sul circuito di Nevers Magny-Cours consegna alla spagnola Ana Carrasco un titolo che va oltre il risultato sportivo. La portacolori del DS Junior Team è la prima donna nella storia a vincere un Campionato del Mondo di motociclismo, al termine di una gara ricca di colpi di scena.
La tensione si vede già in qualifica: Scott Deroue, uno dei principali rivali, firma la pole con la Kawasaki del team Motoport, mentre Carrasco non va oltre la venticinquesima posizione in griglia. In gara però lo scenario si ribalta. Dopo pochi giri Deroue è costretto al ritiro per un problema tecnico, mentre al comando si alternano i contendenti al titolo guidati da Mika Perez (Kawasaki ParkingGO Team).
Perez prende il controllo della corsa e, con Carrasco impegnata in una difficile rimonta, sembra avviato a mettere le mani sul Mondiale. La spagnola risale fino alla diciannovesima posizione e continua a girare con grande lucidità, puntando a contenere i danni più che al risultato di tappa.
Nel finale succede di tutto: Perez scivola prima in terza e poi in sesta posizione, per poi tornare a lottare per la vittoria all’ultimo giro. Il sorpasso subito da Dani Valle proprio nei metri conclusivi gli toglie il margine necessario in classifica, mentre Carrasco chiude tredicesima. Un piazzamento sufficiente per laurearsi campionessa del mondo WorldSSP300, scrivendo una pagina destinata a pesare nella storia delle competizioni FIM.
Rea domina la Superbike, Cluzel riapre i giochi in Supersport
Già certo del quarto titolo iridato consecutivo dopo il successo in Gara 1, Jonathan Rea non si accontenta e fa sua anche Gara 2 della Superbike. Scattato nono per effetto della griglia invertita, il pilota del Kawasaki Racing Team WorldSBK è subito protagonista di una rimonta chirurgica.
Nei primi giri Chaz Davies con la Ducati Aruba.it Racing prova a fare l’andatura, seguito da Michael van der Mark con la Yamaha del team Pata. Rea risale rapidamente fino alla seconda posizione e al dodicesimo giro piazza l’attacco decisivo su Davies, costruendo poi un margine che gli consente di gestire la gara fino alla bandiera a scacchi.
Sul traguardo il nordirlandese precede Davies e van der Mark, con Tom Sykes e Marco Melandri a completare la top 5. Una vittoria che conferma lo stato di forma del campione Kawasaki e ribadisce la supremazia tecnica del pacchetto messo in pista dal team in un weekend in cui la velocità di punta registrata dagli pneumatici Pirelli DIABLO Superbike sfiora i 293 km/h.
Nella Supersport 600 il copione è diverso: Jules Cluzel, idolo di casa con la Yamaha NRT, conquista una vittoria che tiene aperta la corsa al titolo. Federico Caricasulo scatta dalla pole con la Yamaha ufficiale GRT, ma perde terreno nei primi passaggi lasciando via libera al francese, seguito da Sandro Cortese e Lucas Mahias, tutti su R6.
Caricasulo torna a farsi vedere nelle fasi centrali di gara risalendo fino alla terza posizione, ma all’ultimo giro incappa in una scivolata che lo costringe al ritiro. Cluzel può così chiudere davanti a Cortese e Mahias, guadagnando punti pesanti in classifica generale e consolidando il secondo posto alle spalle proprio di Cortese, con il Mondiale che resta dunque da assegnare.
Reiterberger ultimo re della STK1000 e test chiave per Pirelli
Magny-Cours segna anche la chiusura definitiva del Campionato Europeo Superstock 1000, categoria che dal prossimo anno non sarà più in calendario. L’ultima gara premia Federico Sandi, autore di pole e vittoria con la Ducati MOTOCORSA Racing, ma a festeggiare il titolo è Markus Reiterberger.
Il pilota tedesco dell’alpha Racing-Van Zon-BMW chiude terzo con la sua BMW S1000 RR alle spalle di Sandi e di un altro alfiere BMW, Roberto Tamburini (Berclaz Racing Team). Un risultato sufficiente a laurearlo campione europeo STK1000 2018 e, allo stesso tempo, ultimo vincitore di una serie che per diciannove stagioni ha rappresentato il ponte diretto tra le derivate di serie e la Superbike.
Per Pirelli il weekend francese ha un valore particolare anche sul piano tecnico. Nella classe Superbike i piloti continuano a premiare le misure maggiorate dei DIABLO Superbike, con l’anteriore 125/70 e il posteriore 200/65 scelti dalla grande maggioranza dello schieramento. Al posteriore la SC0 di sviluppo 200/65 X0175 rimane la gomma più utilizzata, mentre alcuni top rider, tra cui Rea e Sykes, optano per la nuova SC0 di sviluppo X0914, sempre in misura maggiorata.
All’anteriore domina la SC1 di sviluppo 125/70 X0417, scelta da oltre due terzi dei piloti in griglia. In Supersport lo scenario è più omogeneo: la SC1 di sviluppo X0012 è la soluzione preferita davanti, mentre dietro prevale la SC0 di gamma, affiancata dalla SC0 di sviluppo X0633 per chi cerca qualcosa in più in termini di prestazione pura.
Queste indicazioni, raccolte in condizioni meteo stabili con 20 °C nell’aria e asfalto intorno ai 33–34 °C, saranno decisive per definire la gamma racing Pirelli 2019 e la possibile commercializzazione su larga scala delle misure maggiorate già dalla prossima stagione.
Il weekend di Magny-Cours lascia dunque in eredità un titolo storico con la vittoria mondiale di Ana Carrasco, la conferma dell’era Rea in Superbike, l’addio alla STK1000 con il sigillo di Reiterberger e un passo ulteriore nello sviluppo degli pneumatici racing destinati ai piloti di tutto il mondo.