Africa Eco Race 2020, tappa 4: navigazione decisiva e colpi di scena

La quarta tappa dell’Africa Eco Race 2020 ha confermato quanto la navigazione sia l’arma decisiva nel raid africano. Sui 385 km di speciale verso Smara, una prova inedita e scorrevole ma piena di insidie per orientamento e forature, la classifica generale ha vissuto scossoni importanti in tutte le categorie.
Poskitt firma la prima, Botturi salva la leadership
Tra le moto il protagonista di giornata è Lyndon Poskitt. Il britannico, partito quinto con la sua KTM, si è imposto centrando la prima vittoria personale in questo rally e in un grande raid internazionale. Un successo costruito con costanza ma agevolato dagli errori di navigazione di Pal Anders Ullevalseter e Alessandro Botturi, che a circa 40 km dal traguardo hanno sbagliato la traccia e sono stati poi ripresi da Poskitt.
Ne ha approfittato anche il giovanissimo Konrad Dabrowski: 18 anni, al debutto assoluto nei rally, ha chiuso con il secondo tempo di giornata, confermandosi una delle sorprese di questa edizione. Più complicata la tappa per Botturi, alle prese con un problema al piantone della strumentazione che si è allentato già al rifornimento, costringendolo a interventi di fortuna in prova speciale e a un ritmo ben lontano dal suo potenziale.
Nonostante tutto, il bresciano della Yamaha riesce a conservare per un soffio la testa della generale: il suo vantaggio su Ullevalseter è ora ridotto a soli nove secondi, a testimonianza di una sfida apertissima dopo appena quattro tappe.
La durezza del raid emerge anche dall’infortunio di Felix Jensen. Il norvegese è stato vittima di una caduta con lussazione della spalla. Aiutato da altri piloti, è comunque riuscito a ripartire e a chiudere la speciale con 48 minuti di ritardo dal vincitore, ma dovrà sottoporsi a ulteriori accertamenti e non sarà al via domani. In chiave infortuni da segnalare anche la torsione alla caviglia per Julie Vanneken, protagonista nella categoria Malle Moto, che dovrebbe però riuscire a prendere il via nella prossima tappa.
Camion protagonisti assoluti, le auto italiane si rialzano
La tappa ha offerto spettacolo anche fra i camion, capaci di inserirsi nelle prime posizioni assolute. A Smara è stato il possente Iveco dell’equipaggio belga formato da Igor Bouwens, Ulrich Boerboom e Frits Driesmans a impressionare, chiudendo una speciale di altissimo livello quando sul traguardo erano passate appena una quindicina di moto.
Lo Scania di Miklos Kovacs, Laszlo Acs e Peter Czegledi ha pagato due forature: la prima ha imposto il cambio ruota, la seconda, a 40 km dall’arrivo, è stata gestita con il sistema di gonfiaggio automatico. Il trio ungherese ha comunque chiuso terzo di tappa, a 16’43” dal camion belga, mantenendo però la testa della classifica generale davanti allo stesso Bouwens. Terzo camion nella generale è il Mercedes degli olandesi Johan Elfrink e Dirk Schuttel, già staccato di circa due ore.
Tra le auto, successo di categoria per i francesi Yves e Jean Fromont su Buggy Tarek, rallentati da una foratura e da problemi nell’estrarre la ruota di scorta, che li hanno però solo spostati al secondo tempo assoluto di giornata, a 15’54” dall’Iveco. Alle loro spalle, l’altro Buggy Tarek di Patrick e Lucas Martin conferma il duello familiare al vertice: i due equipaggi, entrambi padre-figlio, sono separati da una dozzina di minuti nella generale.
Per trovare la terza auto bisogna scendere fino alla nona posizione assoluta: si tratta del Nissan Patrol di Stefano Rossi e Alberto Marcon, protagonisti di una vera impresa di squadra. Dopo la rottura della frizione nelle dune dell’Erg Chegaga, l’equipaggio italiano ha raggiunto il bivacco caricando la vettura sul camion assistenza, guidato in notturna dagli stessi piloti mentre i meccanici riposavano. Una volta al bivacco, ruoli invertiti: Rossi e Marcon a dormire, i tecnici al lavoro fino alle 10 del mattino per rimettere l’auto in condizioni di partire. Il terzo posto di categoria è così diventato una sorta di premio per tutto il team. Nella T2, provvisoriamente, il podio è guidato dal Ford Raptor dei russi Alexey Titov e Dmitry Pavlov, autori oggi del decimo tempo assoluto.
SSV Xtreme Race: nuova leadership e classifica ribaltata
Nella categoria SSV Xtreme Race le sorprese sono ormai la regola. La quarta tappa ha stravolto la gerarchia: i leader Alexandre Debanne e Patrick Lardeau, su Can-Am, hanno forato tre volte a fronte di sole due ruote di scorta. Il problema li ha costretti a fermate prolungate e a soluzioni di emergenza, con oltre due ore di tempo lasciato sul terreno e la conseguente perdita della leadership generale.
La nuova prima posizione assoluta passa così al Can-Am di Benoit Fretin e Cédric Duplé, sesti nell’ordine di tappa ma costanti nell’arco delle prime giornate. Secondo SSV di giornata è il Can-Am dei francesi Patrice Etienne e Jean-Pierre Saint Martin, mentre completa il podio di speciale l’equipaggio senegalese formato da Kamil Rahal e Thierry Sanchez, anche loro su Can-Am X3 e nuovamente nella top 20 assoluta.
Nella classifica generale degli SSV, alle spalle di Fretin, si piazzano Loïc Frebourg e Franck Boulay, con Debanne che scivola alle loro spalle dopo la giornata da incubo.
In vista della giornata di riposo di domenica, la carovana dovrà però affrontare ancora una tappa lunga e veloce: domani, sabato 11 gennaio, sono previsti 686 km complessivi verso Dakhla, di cui 473 di speciale, seguiti da un trasferimento finale di 211 km verso il bivacco sull’Atlantico. Una frazione che potrebbe ancora ridisegnare le classifiche prima della pausa tanto attesa.
- 385 km di speciale inedita verso Smara, navigazione decisiva
- Poskitt vince tra le moto, Botturi resta leader per 9 secondi
- Bouwens domina tra i camion, Kovacs ancora in testa alla generale
- Fromont davanti a Martin tra le auto, gran rimonta del team Rossi
- Nuova leadership SSV per Fretin dopo le forature di Debanne
- In arrivo la lunga tappa verso Dakhla prima del giorno di riposo