Africa Eco Race 2020, tappa 8: la più dura di sempre verso Tidjikja

L’ottava tappa dell’Africa Eco Race 2020, da Aidzidine a Tidjikja, ha mantenuto le promesse della vigilia: una delle più spettacolari e insieme più impegnative di sempre. Piste sabbiose, oued e lunghi cordoni di dune hanno messo alla prova piloti e mezzi, trasformando i 429 km di speciale in oltre otto ore di lotta continua contro la sabbia mauritana.
Poskitt vince tra le moto, Botturi difende la leadership
Tra le due ruote il protagonista di giornata è Lyndon Poskitt. Il britannico, in sella alla sua KTM, ha chiuso la speciale con il miglior tempo, definendo questa tappa come la più bella e allo stesso tempo la più dura della sua carriera nei rally raid. Alle sue spalle si è confermato velocissimo l’italiano Giovanni Gritti, secondo su Honda con un distacco di 2 minuti e 15 secondi.
Terzo gradino di giornata per il norvegese Pal Anders Ullevalseter, che ha provato a staccare il gruppo e costruire margine in classifica generale. Al rifornimento vantava circa 15 minuti su Alessandro Botturi, ma una serie di errori di navigazione lo hanno costretto a rallentare e a farsi riprendere dagli avversari, chiudendo poi in gruppo fino al traguardo.
Botturi, leader della generale, ha limitato i danni con il quarto posto, a soli 2 minuti e 1 secondo da Ullevalseter. L’italiano ha aperto la pista per quasi tutta la giornata, tirandosi dietro un piccolo drappello di piloti, fra cui il toscano Paolo Lucci, partito per primo al mattino. L’impegno in testa al gruppo è costato a Lucci la terza posizione nella generale, che torna così nelle mani di Poskitt a quattro tappe dalla fine.
La top 5 di giornata conferma l’ottimo stato di forma dei piloti italiani, con tre azzurri nei primi cinque: Gritti, Botturi e Lucci. Più indietro, ma comunque protagonisti sulla sabbia mauritana, anche Blasco La Cavera e Gabriele Minelli.
A fine speciale Botturi ha raccontato le difficoltà incontrate, segnalando un problema al serbatoio posteriore con perdita di benzina. Senza l’aiuto di Gritti, che si è fermato per assisterlo, il bresciano non sarebbe probabilmente riuscito a chiudere la tappa, un episodio che riassume bene lo spirito della corsa.
SSV protagonisti tra le quattro ruote, camion in grande sofferenza
La durezza dell’ottava tappa è emersa in modo ancora più evidente tra auto, camion e SSV. Il miglior tempo assoluto è arrivato proprio da un Side by Side: il francese Geoffroy Noel de Burlin ha conquistato la speciale in 8 ore 19 minuti e 17 secondi al volante del suo Polaris monoposto, guidato da solo e adattato alla sua condizione di paraplegico. Un risultato che assume un peso particolare, considerando che molti equipaggi sono arrivati al bivacco solo dopo il tramonto.
Alle sue spalle, staccato di appena 1 minuto e 4 secondi, un altro SSV, il Can-Am X3 di Loïc Frebourg e Franck Boulay. Partiti fortissimo, hanno però dovuto fare i conti con una penalità di 12 minuti legata a un problema al rifornimento. Terzo posto per l’equipaggio francese composto da Patrick e Lucas Martin sul loro Tarek Mercedes, che grazie alla costanza di rendimento balzano al comando della classifica assoluta che raggruppa auto, camion e SSV.
Per i camion la giornata è stata un vero calvario. I belgi Igor Bouwens, Ulrich Boerboom e Frits Driesmans, leader della generale al via, si sono insabbiati in modo clamoroso con il loro Iveco, perdendo circa due ore per liberarsi. Stesse difficoltà sulle dune per il Mercedes degli olandesi Johan Elfrink e Dirk Schuttel, mentre il MAN dei belgi Noël Essers, Marc Lauwers e Tijs Vranken è addirittura finito su un fianco.
Ne è uscita meglio l’equipaggio ungherese formato da Miklos Kovacs, Lazlo Acs e Peter Czegledi, piantato nella sabbia contro una grossa roccia ma poi soccorso dallo Scania, sempre ungherese, di Karoly Fazekas, Albert Horn e Peter Csakany, premiati con la quarta piazza di tappa. Tra gli SSV, Benoit Fretin e Cédric Duplé, settimi all’arrivo, restano al comando della SSV Xtreme Race.
Da segnalare anche l’impresa solitaria di Tomas Tomecek, che affronta l’Africa Eco Race da solo a bordo del suo Tatra. Il pilota ceco ha chiuso con l’ottavo tempo tra i camion in questo settore selettivo durissimo, mantenendo la quarta posizione in classifica generale alle spalle di Kovacs, Bouwens e Fazekas.
Verso il Passo di Nega: in arrivo l’unico anello del rally
Il giorno successivo, giovedì 16 gennaio, il rally propone l’unica tappa ad anello dell’edizione 2020, con partenza e arrivo al bivacco a circa 10 km da Tidjikja. Assistenze e organizzazione resteranno dunque fisse, mentre i concorrenti affronteranno una nuova speciale da 415 km, annunciata ancora una volta come estremamente selettiva.
Per molti appassionati il nome evocativo è quello del Passo di Nega, tratto leggendario dei rally africani, che questa volta sarà affrontato in discesa. Un passaggio che potrebbe rivelarsi decisivo per gli equilibri della classifica generale, in particolare tra i primi della graduatoria moto e tra i camionisti ancora in lotta per il podio.
Dopo la tappa più dura dell’Africa Eco Race 2020, il rally entra così nella sua fase calda, con margini minimi tra i big e un terreno sempre più esigente. Resistenza fisica, gestione del mezzo e capacità di navigazione saranno le chiavi per arrivare alla fine di questa corsa africana che, tappa dopo tappa, continua a richiamare lo spirito più autentico dei grandi raid nel deserto.
- Poskitt vince la tappa moto davanti a Gritti e Ullevalseter
- Botturi mantiene il comando generale nonostante i problemi
- Noel de Burlin firma l’impresa assoluta con l’SSV Polaris
- Patrick e Lucas Martin nuovi leader tra auto-camion-SSV
- Camion in grande difficoltà, insabbiamenti e ribaltamenti sulle dune
- In arrivo la tappa ad anello con il leggendario Passo di Nega