Indian Pursuit, quattro record mondiali per Patrick Cornell

Indian Pursuit 2025 protagonista della sfida di durata e dei quattro record mondiali di Patrick Cornell

La Indian Pursuit 2025 ha accompagnato Patrick Cornell per oltre 324 mila chilometri tra Stati Uniti e Canada.

Patrick Cornell, noto come Vroom Old Man, ha stabilito quattro record mondiali in sella a una Indian Pursuit , percorrendo 324.928 chilometri tra Stati Uniti e Canada in dodici mesi. L’impresa sulla Indian Pursuit ha inoltre raccolto 150.000 dollari a favore della Myotonic Dystrophy Foundation, contribuendo a dare visibilità alla distrofia miotonica, rara patologia genetica che colpisce muscoli e altri apparati dell’organismo.

Indian Pursuit e quattro primati mondiali

La sfida di Cornell è stata riconosciuta da Atlas World Records e ha portato a quattro titoli che fotografano la portata di un viaggio fuori dall’ordinario. Il motociclista ha affrontato migliaia di ore di guida, condizioni meteo variabili e itinerari molto diversi, con una percorrenza complessiva di 201.901 miglia.

  • Il maggior numero di giorni consecutivi con almeno 1.000 miglia percorse in moto.
  • Il più lungo periodo consecutivo con una media di almeno 1.000 miglia al giorno.
  • La maggiore distanza documentata percorsa in moto in un solo Paese prima del ritorno a casa.
  • La maggiore distanza documentata percorsa in moto nell’arco di dodici mesi consecutivi.

Il progetto era nato in concomitanza con il 125° anniversario di . L’obiettivo iniziale prevedeva 125.000 miglia in 125 giorni e una raccolta da 125.000 dollari. La campagna, però, è cresciuta più lentamente del previsto e Cornell ha deciso di prolungare la marcia: ha raggiunto prima quota 146.000 miglia in 146 giorni, quindi ha continuato fino al risultato finale di 201.901 miglia, un numero che richiama l’anno di fondazione del marchio americano, il 1901.

Nel percorso non sono mancati gli imprevisti. Cornell ha riportato una frattura alla clavicola, ma ha scelto di proseguire la raccolta fondi. La motivazione era personale: la distrofia miotonica ha interessato diversi familiari della moglie, comprese le sue quattro sorelle. Chilometro dopo chilometro, l’iniziativa si è quindi trasformata in un’azione concreta di sensibilizzazione per le persone e le famiglie che convivono con questa malattia.

Oltre 324 mila chilometri per una causa solidale

La distanza percorsa equivale a oltre otto volte la circonferenza terrestre e rende l’impresa di Cornell una prova di resistenza fisica, organizzativa e meccanica. La Indian Pursuit, battezzata Pappy dal suo proprietario, è stata utilizzata senza sosta su autostrade, strade secondarie e tratti caratterizzati da climi e fondi differenti, attraversando gli Stati Uniti da costa a costa e il Canada.

Al centro della missione non c’era soltanto il traguardo sportivo. Cornell ha legato ogni giornata in viaggio alla volontà di far conoscere una patologia ancora poco nota al grande pubblico e di raccogliere risorse per la Myotonic Dystrophy Foundation. A oggi il totale è di 150.000 dollari, mentre il prossimo obiettivo dichiarato è arrivare a 200.000 dollari. Il viaggio dovrebbe concludersi nel mese di ottobre.

Il valore dell’iniziativa risiede anche nella sua capacità di usare il motociclismo come strumento di comunicazione: una sfida estrema, misurabile nei chilometri e nei record, ma orientata soprattutto a una causa sociale. Per Cornell, il principio che ha guidato il progetto è stato semplice: guidare per qualcun altro, non per sé stessi.

La prova di durata della Indian Pursuit

L’impresa ha rappresentato anche un banco di prova eccezionale per la touring di Indian Motorcycle, equipaggiata con il motore PowerPlus 112. In dodici mesi di utilizzo intensivo, la moto ha richiesto interventi ordinari e alcuni ricambi legati all’usura: la sostituzione dello statore, cinque cambi dei filtri , 16 pneumatici posteriori, 12 anteriori e numerosi tagliandi dell’olio.

Secondo i dati diffusi da Indian Motorcycle, frizione, cavo frizione, cinghia di trasmissione e motorino di avviamento erano ancora quelli originali al termine del viaggio. Motore e cambio non hanno inoltre registrato inconvenienti. Elementi che, pur nel contesto irripetibile di questa particolare esperienza, sottolineano l’affidabilità richiesta a una moto progettata per macinare grandi distanze.

La Indian Pursuit ha così accompagnato Cornell ben oltre la soglia dei normali viaggi a lungo raggio. I quattro record mondiali certificano il risultato individuale del motociclista, ma l’aspetto centrale resta la raccolta fondi: un percorso nato per una ricorrenza del marchio e diventato una delle più impegnative campagne solidali mai affrontate su due ruote.