19 Febbraio 2026

WorldSBK 2026 al via a Phillip Island: le voci dei protagonisti

WorldSBK 2026 al via a Phillip Island: le voci dei protagonisti

La stagione 2026 del Mondiale Superbike si apre a con un paddock pieno di volti nuovi, trasferimenti pesanti e moto profondamente rinnovate. Alla vigilia del primo turno di libere, i protagonisti hanno fatto il punto su aspettative, obiettivi e difficoltà di adattamento a un campionato che si annuncia più equilibrato che mai.

Debutti di lusso e cambi di casacca pesanti

L’uomo più atteso è Iker Lecuona, che si presenta al via con i colori ufficiali Aruba.it Racing . Lo spagnolo parla apertamente di svolta nella propria carriera: dopo anni complicati e segnati dagli infortuni, definisce la Panigale V4R e la struttura di Borgo Panigale come la migliore combinazione possibile per puntare al titolo. Dai test emergono margini tecnici ancora importanti, ma anche la consapevolezza di poter finalmente lottare stabilmente al vertice.

Sull’altra metà del box Ducati ufficiale c’è Nicolo Bulega, chiamato a confermare quanto fatto vedere nel 2025 e alle prese con una Panigale V4R profondamente aggiornata. Il pilota emiliano sottolinea come il nuovo forcellone migliori soprattutto le fasi di frenata e l’uscita di curva, rendendo la moto meno nervosa. Phillip Island è pista amica, dove ha già dominato in passato tra Supersport e Superbike, ma il lavoro di messa a punto sulla versione 2026 della V4R è appena iniziato.

In casa l’attenzione è tutta su Danilo Petrucci e Miguel Oliveira, coppia dal forte pedigree . Petrucci, al debutto sulla quattro cilindri in linea tedesca, ammette di avere tra le mani una moto molto competitiva ma ancora poco conosciuta. Il romagnolo sente il peso delle aspettative, visto il recente passato vincente della struttura, e sa che ogni decimo sarà decisivo in un tracciato fatto più di curvoni veloci che di staccate violente, terreno ideale per verificare l’equilibrio della M 1000 RR.

Per Oliveira, cinque volte vincitore in MotoGP, l’approdo in Superbike è un vero nuovo inizio. Il portoghese parla soprattutto di adattamento: la BMW gli ha mostrato un potenziale notevole, ma il feeling non è ancora tale da permettergli di sfruttarla fino in fondo. Realistico, si vede in grado di lottare intorno alla top five, con l’obiettivo principale di accumulare esperienza più che di cercare da subito il colpo grosso.

Chi riparte da zero e chi vuole tornare in alto

Tra le storie più interessanti c’è quella di , due volte iridato, che affronta un nuovo capitolo con il Barni Spark Racing Team. Lo spagnolo descrive Phillip Island come un banco prova particolare: il tempo per lavorare è stato poco e il tracciato australiano non sempre restituisce riscontri validi per il resto del calendario. Il suo focus non è sul risultato immediato, quanto sulla costruzione di un nuovo pacchetto tecnico e umano, consapevole che i titoli passati non garantiscono nulla nel presente.

In spiccano due volti: Xavi Vierge nel team Pata Maxus e Stefano Manzi nel GYTR GRT. Vierge racconta un adattamento sorprendentemente rapido alla R1, nonostante una preseason condizionata dal meteo e pochi chilometri effettivi. Per lo spagnolo l’obiettivo del primo weekend è verificare il reale potenziale di una combinazione che, nei pochi test asciutti, ha già dato segnali confortanti.

Manzi, al debutto in Superbike dopo il biennio da protagonista in WorldSSP, ha vissuto un inverno complesso tra pioggia e due cadute pesanti nei test. Il riminese spiega come il salto di categoria si senta soprattutto in potenza, frenata e carico aerodinamico, elementi che rendono la guida più fisica ma anche più divertente. Il feeling iniziale con la R1 è buono, ma il passo gara e la capacità di lottare per le prime posizioni richiederanno ancora tempo.

Accanto a lui nel box GRT c’è Remy Gardner, che si presenta al via con una condizione fisica non ancora ottimale dopo aver rotto un braccio e lussato una spalla in allenamento a novembre. L’australiano racconta un recupero graduale, con pochi giri nei test europei e carichi di lavoro limitati. A Phillip Island, gara di casa, si aspetta un weekend impegnativo, più orientato a ritrovare ritmo e resistenza che a inseguire il risultato a tutti i costi.

Equilibri incerti e bagarre annunciata

Tra le novità tecniche più attese c’è il progetto by Racing Team, affidato ad Alex Lowes. L’inglese parla di un progresso netto rispetto a dodici mesi fa, frutto del lavoro svolto nella seconda parte della scorsa stagione e confermato dal test di inizio settimana a Phillip Island. L’obiettivo è chiaro: lavorare forte già dal venerdì per presentarsi in condizione di lottare per il podio, in un gruppo che lo stesso Lowes vede estremamente compatto.

Il quadro che emerge dalle parole dei piloti è quello di un campionato più aperto che mai, con tanti pacchetti tecnici nuovi o rinnovati e un livello generale altissimo. Molti sottolineano la centralità dell’adattamento: a moto, gomme, squadre e, nel caso dei rookie dal , a una filosofia di gara differente. In un contesto in cui pochi decimi possono spostare un pilota dal podio alla seconda fila, la gestione del weekend diventa cruciale già dal primo turno di libere.

Phillip Island, con le sue curve veloci e le condizioni spesso estreme di caldo e vento, si conferma un esame severo per uomini e mezzi. Il via alla stagione 2026 è fissato con la prima sessione di , che inaugurerà un anno di Superbike all’insegna dell’incertezza tecnica e della voglia di riscatto di molti protagonisti.

  • Lecuona e Bulega guidano il nuovo corso Ducati ufficiale
  • Petrucci e Oliveira alle prese con la BMW M 1000 RR
  • Bautista riparte da Barni per scrivere un nuovo capitolo
  • Vierge e Manzi inaugurano le loro sfide in blu con Yamaha
  • Lowes punta al podio con il progetto bimota by Kawasaki
  • Gardner cerca il ritmo giusto dopo l’infortunio invernale