Moto d’Italia alla Farnesina, il motociclismo come Made in Italy

Moto d’Italia presenta il motociclismo nazionale come patrimonio industriale, sportivo e culturale dell’Italia nel mondo.
Moto d’Italia approda alla Farnesina con un’iniziativa dedicata al valore industriale, sportivo e culturale del motociclismo nazionale. L’evento, svolto a Roma il 14 luglio, ha posto al centro una filiera che unisce grandi marchi, competizioni internazionali, territori, formazione e capacità di esportazione, individuandola anche come strumento per rafforzare l’immagine dell’Italia all’estero.
La giornata, intitolata Moto d’Italia – Cultura oltre la pista, è stata aperta dal ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’industria e del movimento motociclistico. In questo contesto è stata presentata l’omonima docu-serie, realizzata dal Ministero degli Affari Esteri con Federazione Motociclistica Italiana, MotoGP Sports Entertainment Group, ICE-Agenzia, ANCMA ed EICMA e resa disponibile su FedermotoTV.
Moto d’Italia e il ruolo della diplomazia sportiva
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di raccontare il motociclismo non soltanto attraverso i risultati agonistici, ma come espressione completa del Made in Italy. Tecnologia, design, manifattura, passione sportiva e radicamento nei territori sono gli elementi individuati per sostenere la presenza italiana sui mercati internazionali e nelle relazioni culturali del Paese.
Alla Farnesina sono intervenuti, fra gli altri, il presidente FMI Giovanni Copioli, il CEO di MotoGP Sports Entertainment Group Carmelo Ezpeleta, il presidente di ICE-Agenzia Matteo Zoppas, il presidente di ANCMA Mariano Roman e l’amministratore delegato di EICMA Paolo Magri. Presente anche una rappresentanza dell’industria, con Claudio Domenicali per Ducati Motor Holding e Massimo Rivola per Aprilia Racing, accanto a piloti e figure storiche del motociclismo italiano.
Il ministro Tajani ha conferito le targhe di Ambasciatori della Diplomazia dello Sport a realtà e protagonisti considerati rappresentativi della capacità del motociclismo di promuovere il Paese nel mondo. I riconoscimenti hanno riguardato l’Autodromo Internazionale del Mugello, Giacomo Agostini, Valentino Rossi, Francesco Bagnaia, Marco Bezzecchi, Max Biaggi e Kiara Fontanesi.
- Autodromo Internazionale del Mugello
- Giacomo Agostini e Valentino Rossi
- Francesco Bagnaia e Marco Bezzecchi
- Max Biaggi e Kiara Fontanesi
La filiera motociclistica italiana tra export e componentistica
Il peso economico del settore rappresenta uno dei punti centrali dell’incontro. Nel 2025 le esportazioni della filiera motociclistica italiana hanno raggiunto circa 2,8 miliardi di euro, a fronte di importazioni per circa 2,1 miliardi. Il saldo commerciale positivo si è quindi attestato intorno ai 650 milioni di euro, mentre l’interscambio complessivo ha sfiorato i 4,9 miliardi.
I dati dei primi tre mesi del 2026 confermano la rilevanza internazionale del comparto: l’export ha toccato quota 704 milioni di euro. A distinguersi è soprattutto la componentistica, cresciuta di quasi il 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numeri che descrivono un sistema produttivo ampio, nel quale motocicli, ricambi, componenti e servizi legati alle corse contribuiscono a mantenere competitivo il settore.
La presenza congiunta di Ducati, Aprilia, delle associazioni di categoria e delle istituzioni ha mostrato proprio questa dimensione trasversale: il motociclismo italiano si fonda su imprese conosciute a livello globale, ma anche su una rete di competenze tecniche, eventi, impianti e realtà associative che ne alimentano l’identità.
FMI, Moto Club e cultura della sicurezza
Nel suo intervento, Giovanni Copioli ha richiamato il ruolo della Federazione Motociclistica Italiana nella tutela e nella crescita di questo patrimonio. Accanto allo sport e alla tecnologia, il presidente FMI ha evidenziato l’attività svolta dai Moto Club, dai volontari e dalle strutture federali nella formazione dei giovani, nell’educazione al rispetto delle regole e nella diffusione della sicurezza stradale.
Il messaggio emerso dall’appuntamento romano è quindi quello di un motociclismo capace di andare oltre la pista: una cultura costruita nelle competizioni, nelle aziende e nei territori, che può diventare un veicolo di promozione internazionale ma anche uno strumento concreto di responsabilità e consapevolezza sulle strade. La docu-serie Moto d’Italia si inserisce in questo percorso, raccontando le diverse anime di un settore tra i più riconoscibili del Made in Italy.